Il Tirreno

Sport

Clamoroso a Varese: Nibali e Ulissi sbagliano strada

La delusione di Vincenzo Nibali
◗
La delusione di Vincenzo Nibali

Una moto li porta fuori tracciato insieme a Valverde: sfuma l’inseguimento a Sanchez, la corsa sorride a Roglic

2 MINUTI DI LETTURA





VARESE. Ma si può sbagliare strada nel ciclismo del terzo millennio, ipertecnologico, dominato dai droni e dai Gps? Chiedere a Vincenzo Nibali, Diego Ulissi e Alejandro Valverde: si può. E’ accaduto ieri, sotto gli occhi attoniti di tifosi e telespettatori, alla prestigiosa Tre Valli Varesine, una delle gare di preparazione al Giro di Lombardia. A 12 km dall'arrivo il gruppetto che stava racciuffando il fuggitivo Luis Leon Sanchez, in vantaggio, arrivato ad una rotonda non segnalata, anzichè svoltare a destra ha seguito una moto della tv. Un errore incredibile che ha tagliato fuori tutti e 16 i corridori, mentre Roglic e gli altri hanno preso la strada giusta, all'inseguimento di Sanchez. . Sulla salita finale il Team Ineos ha fatto la differenza riprendendo Sanchez e lanciando Moscon verso il traguardo, ma poi Roglic ha messo tutti d'accordo. Alle sue spalle Giovanni Visconti, giunto secondo a tre secondi e il lettone Toms Skijns.

Comprensibile la rabbia di Nibali, Ulissi e degli altri che si sono giocati la possibilità di vincere per questo disguido che chiama direttamente in causa l’organizzazione della corsa. A prendere la parola a fine gara è stato l’irlandese Dan Martin, che faceva parte del gruppetto di Nibali.

«Non era chiaro dove andare – spiega senza giri di parole - gli organizzatori ci hanno mandato sulla strada sbagliata. I corridori non c’entrano niente, il circuito era troppo complicato, quindi nessuno di noi aveva idea di dove andare. «Eravamo un gruppetto molto forte – sottolinea – I migliori erano lì davanti, è un peccato per la corsa che i corridori migliori siano finiti fuori strada. Penso che stava venendo fuori una corsa molto bella, con una bella lotta per la vittoria». Davvero un caso raro per il ciclismo moderno, e per tutta la giornata è stata polemica anche sui social. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera