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Genoa-Milan, sfida fra deluse Andreazzoli e Giampaolo già rischiano il posto

Genoa-Milan, sfida fra deluse Andreazzoli e Giampaolo già rischiano il posto

Il tecnico del Milan: «L’ultima spiaggia per me? Non lo so, è importante per la squadra» L’ex Empoli: «Il nostro progetto non si ferma alle prime 6 gare»

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GENOVA. Panchine paurosamente in bilico tra Genoa e Milan, anticipo di domani sera. Andreazzoli e Giampaolo (che con la Samp non ha mai perso il derby) non resisterebbero ad un altro ko con una classifica povera e un gioco che latita.

«È l'ultima spiaggia per me? – dice Marco Giampaolo – Non bisogna ragionare con l'io, ma con il noi. È importante per il Milan. L'unica strada è il lavoro. Il Milan non può rinunciare a Piatek. Qualche partita può anche star fuori ma non puoi pensare di rinunciare al tuo capocannoniere. Deve star lì, darci dentro, soffrire. Bisogna stare in trincea».

Dall’altra parte Andreazzoli vuole infiammare Marassi: «Voglio un Genoa che riesca ad infiammare il pubblico come aveva fatto nelle prime due gare in casa. E mi aspetto che riescano a esprimere l'entusiasmo dimostrato tutta la settimana in allenamento, sempre tenendo conto degli avversari. Ma il nostro obiettivo sarà quello di dare il via al nostro pubblico». Sguardo rivolto al futuro per il tecnico ex Empoli dopo una settimana di passione seguita alla sconfitta con la Lazio e alle voci di panchina a rischio. «È stata una settimana normale - ha spiegato il tecnico -. Da lunedì scorso non ci siamo mai rivolti indietro, abbiamo guardato solo avanti, a quello che c'è da fare per affrontare il Milan. Abbiamo lavorato cercando quell'entusiasmo che deve supportare una squadra per una gara così importante. Vogliamo rifarci di una situazione che ci ha visto insoddisfatti. Se veramente c'è da creare un supporto su qualcosa dobbiamo pensare a quello di buono che abbiamo fatto in un recente passato».

E sulla panchina a rischio è sereno: «Quando sono stato chiamato per questo incarico abbiamo parlato di un progetto che non si esprime sicuramente in sei gare, come non si esprimeva nelle prime tre gare di campionato. Sarebbe necessario avere equilibrio, quello che io predico dal primo giorno. Serve molta applicazione, molto lavoro e equilibrio per portarlo avanti. E andare dietro situazioni che portano negatività». Varie per Andreazzoli le ragioni di un avvio così difficile. «Se metti insieme un calendario non dei migliori e una squadra rivoluzionata è evidente che ti trovi a dover sostenere una situazione che a volte può essere diversa da quella che avresti voluto e considerato». —

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