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Prosciutto di Praga indigesto per l’Inter girone già in salita

Prosciutto di Praga indigesto per l’Inter girone già in salita

Contro il modesto Slavia i nerazzurri giocano male e vanno sotto, poi Barella trova il pari nel recupero

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MILANO. Otto minuti possono sembrare lunghissimi, e nel calcio in effetti a volte lo sono. Lo dimostra per l’ennesima volta l’Inter che, nella nuova era di Conte, non voleva più essere pazza, ma pazza lo è ancora, eccome.

Come l’anno scorso, i nerazzurri si ritrovano a dover inseguire all’esordio in casa in Champions League, ma questa volta, contro un avversario inferiore rispetto al Tottenham di un anno fa, il miracolo non riesce: non basta il gol di Barella nel recupero extralarge, con lo Slavia Praga finisce 1-1.

Tutt’altro che l’inizio che ci si aspettava in Europa, soprattutto davanti al patron Zhang Jindong e a pochi giorni dal derby con il Milan.

Colpa di una prestazione sottotono, con la squadra di Conte ingabbiata dai volenterosi cechi che hanno fino agli ultimi istanti cullato il colpaccio a San Siro. Una gara in cui fin dai primi minuti i nerazzurri hanno faticato a trovare spazi e idee di gioco, anche a causa delle difficoltà fisiche di Lukaku (alle prese con il mal di schiena) e di un Lautaro Martinez in affanno. Non è bastata la partita solida di Sensi e l’ingresso volenteroso di Barella, troppi i giocatori interisti che hanno reso sotto le aspettative.

Nel primo tempo i nerazzurri sprecano le poche occasioni che riescono a costruire, sugli sviluppi di calci piazzati con i colpi di testa De Vrij e D’Ambrosio che non inquadrano lo specchio. Lukaku fatica a liberarsi delle marcature, Lautaro si vede poco al di là di un tiro a lato. A inizio ripresa, dopo un ottima punizione di Sensi deviata da Kolar non trova il tap-in vincente. Conte richiama in panchina un dolorante Candreva e fa debuttare Lazaro. Lo Slavia Praga fa girare palla e si affaccia più volte dalle parti di Handanovic.

L’Inter fatica a trovare spazi. Al 18’Skriniar prova l’incursione personale, procede palla al piede fino a metà campo per poi perderla malamente. La difesa è scoperta e arriva subito il gol dello Slavia: tiro ravvicinato di Zeleny, miracolo di Handanovic che respinge ma nulla può sul tap-in di Olayinka. L’Inter subisce il colpo, perde lucidità e fatica a contenere gli ospiti caricati dal vantaggio. Masopust potrebbe raddoppiare ma da dentro l’area calcia alto. Conte vede il momento di difficoltà, richiama Brozovic mai in partita, lento e sufficiente e inserisce Barella. Fuori anche Lautaro, ammonito e nervoso, per Politano. I problemi dell’Inter però non si risolvono. D’Ambrosio sbaglia troppo, Skriniar e De Vrij insicuri, Lazaro ha ancora da lavorare e Lukaku resta isolato, poco coinvolto e partecipe.

L’annuncio degli otto minuti di recupero da parte dello speaker rivitalizza l’Inter che guadagna un calcio di punizione dal limite: Sensi colpisce la traversa, Barella si avventa sul pallone e calcia al volo segnando l’1-1. Al settimo minuto di recupero, con l’Inter all’arrembaggio caricata dalla bolgia di San Siro, Kolar con colpo di reni devia il colpo di testa di Lukaku quasi a botta sicura ma in fuorigioco. L’Inter esce dal campo a testa bassa, quasi come dopo una sconfitta, mentre lo Slavia Praga resta a lungo in campo a festeggiare. Il cammino in Champions per l’Inter è ancora più in salita: il Barcellona incombe. —

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