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Bad boy Kyrgios va a Ginevra e l’Atp non sa se sospenderlo

Bad boy Kyrgios va a Ginevra e l’Atp non sa se sospenderlo

L’australiano da venerdì partecipa alla manifestazione (privata) Laver Cup E l’organo ufficiale del professionisti, da lui definito “corrotto”, per ora non decide  

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GINEVRA. Nato per rompere, per dividere, l'ultimo “'bad boy” del tennis, Nick Kyrgios, sta spaccando ancora una volta il suo mondo. L'australiano con quella faccia un pò così, figlio di immigrati (papà greco e mamma malese), è una delle attrazioni della Laver Cup, il torneo a inviti Europa-Resto del mondo, con tante stelle attratte da Roger Federer (che organizza col manager storico, Godsick) e dai 250 mila dollari a testa per ciascun componente della squadra vincitrice. Mentre ride e scherza con gli amici, dovrebbe piombargli addosso un'altra squalifica da parte di chi gestisce il circuito pro, l'Atp, che agli ultimi Us Open il giocatore ha definito “corrotta”. Essendo la manifestazione di Ginevra privata, potrebbe ignorare l'eventuale sospensione decisa dall'organo ufficiale. Magari la decisione arriverà dopo le partite da venerdì a domenica, magari non arriverà proprio. Perché la stessa Atp è in forte difficoltà politica.

Se, da una parte, è chiamata a dare un segnale forte al movimento dopo le troppe esternazioni del suo istrionico, eccessivo, rappresentante, dall'altra, è fortemente interessata ad averlo in campo, come personaggio di richiamo al botteghino , soprattutto in vista della nuova Atp Cup del 3 gennaio, sulla quale ha investito 15 milioni di dollari, proprio in Australia.

Kyrgios è già stato multato di 167 mila dollari per la sceneggiata al Masters 1000 di Cincinnati, dopo aver ingiuriato l'arbitro - l'irlandese, Fergus Murphy - ed essere uscito dal campo adducendo come motivo una pausa-toilette mentre in realtà ne ha approfittato solo per distruggere sbattendole al suolo due racchette. E quando agli Us Open gli è stato chiesto un parere sulla multa, ha risposto: «L'Atp è corrotta». Poi ha cercato di mitigare, con due messaggi, via Twitter, ma l'indagine Atp è partita comunque, anche se ancora non è arrivata a una decisione. Ci sta impiegando talmente tanto tempo che uno dei mitici tennisti australiani, Pat Rafter, si è domandato, vedendo in squadra Kyrgios: «Non capisco perché non l'abbiano punito.Staranno prendendo provvedimenti dietro le quinte? Non lo so. Per me, sulla carta, dovrebbe già essere stato sospeso». Alla nuova manifestazione parteciperanno 27 dei primi 30 giocatori della classifica mondiale, in rappresentanza di 24 nazioni. Saranno divisi in sei gironi di quattro squadre fra Sydney, Brisbane e Perth, le vincitrici di ogni girone (e le due migliori seconde) giocheranno le finali a 8. Ogni incontro al meglio dei tre set con due singolari fra i numeri 1 e i 2 e un eventuale doppio di spareggio.

La coppa è la risposta alla Davis, che la Itf ha rivoluzionato (cedendo ai 3 miliardi di dollari in 25 anni della Kosmos del calciatore-manager, Gerard Piquè) e forse anche alla Laver Cup, che comunque non distribuisce punti Atp.Ed è già un enorme successo, anche per via della data, praticamente come rifinitura ideale della stagione che sboccia il 20 gennaio, col primo Slam, a Melbourne.

Ufficialmente, il caso-Kyrgios è tuttora aperto. Tutto è fermo all'ultima dichiarazione Atp: «Stiamo esaminando ulteriormente ciò che è accaduto durante e immediatamente dopo la partita per vedere se sia giustificata un'azione aggiuntiva, con un’ulteriore multa e/o sospensione». Kyrgios è pluri-recidivo. Già a ottobre 2016, aveva ammesso di «aver scelto la via più facile per andarsene dal campo» dopo il troppo netto ko con Mischa Zverev a Shanghai, ed era stato sospeso per il vizietto di “manifesta, scarsa, combattività” fino al 15 gennaio 2017. Con allegata multa di 25 mila dollari, più altri 16 mila dollari per aver litigato con uno spettatore. Poi, però, aveva messo nei guai anche l'ottimo arbitro Mohamed Lahyani che, per evitargli l'ennesima ammenda per scarso impegno, agli Us Open dell'anno scorso, era sceso dal seggiolone per esortarlo paternamente, andando però oltre i limiti di equità nei confronti dell'avversario, e pagando a sua volta con una sospensione. A maggio, a Roma, lo ricordiamo lasciare il campo, espulso, dopo gli ennesimi insulti e anche il lancio di una sedia sul terreno, perché frustrato dal gioco troppo difensivo dell'avversario, Ruud. Anche il più grande di sempre, Rod Laver, l'unico tennista in assoluto che abbia mai chiuso per due volte il Grande Slam (aggiudicandosi i quattro maggiori tornei nell'arco dello stesso anno), peraltro australiano, peraltro titolare del nome del campo centrale dove si disputano gli Australian Open e anche della coppa, targata Federer, alla quale lo stesso Kyrgios è invitato a Ginevra, si è espresso a favore di una sospensione per il giovane connazionale, dichiarando al Sydney Herald: «Forse questa è davvero l'unica risposta. Sono sicuro che non abbia imparato alcunché da quanto gli è successo finora. Con lui, non ha funzionato niente. Non so se sia alla ricerca di pubblicità o cosa, a livello individuale, ma sicuramente gli manca la disciplina». Restano le grandi potenzialità del 24enne, che ha battuto Federer, Nadal e Djokovic, e ha grandi fiammate, ma non conosce la continuità. —

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