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La zampata-capolavoro di Marquez: il titolo iridato è chiuso in cassaforte

La zampata-capolavoro di Marquez: il titolo iridato è chiuso in cassaforte

Lo spagnolo implacabile: gran sorpasso nel finale su Quartararo. Quarto Valentino Rossi, dietro al compagno Viñales

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Misano Adriatico. Il titolo mondiale è chiuso in una cassaforte inespugnabile, e il codice per l’apertura ce l’ha solo Marc Marquez. Vincendo sulla riviera romagnola lo spagnolo ha infatti ipotecato il suo sesto alloro iridato.

Una zampata assestata con rabbia. Quella rabbia che il campione in carica aveva accumulato dentro di sé sin dal sabato, quando nelle prove cronometrate aveva ripreso fuoco il duello ai limiti dei colpi proibiti con Valentino Rossi seguito dalle inevitabili polemiche. «Sì, è vero, quanto accaduto ieri - ha confessato l’alfiere della Honda dopo la festa del podio - mi ha motivato ulteriormente». In effetti, sul tracciato riminese si è rivisto il Marquez in versione "cannibale" ed "extraterrestre" conosciuto già più volte. Ne ha fatto le spese stavolta l’ottimo Fabio Quartararo. È lui la "vittima" del Cabroncito. Si deve accontentare della seconda posizione, beffato negli ultimi chilometri, ma può comunque considerarsi soddisfatto di quanto fatto vedere al "Marco Simoncelli", avendo dimostrato di meritarsi appieno l’appellativo di "bega" che Rossi gli aveva affibbiato venerdì.

Marquez ci ha messo infatti tutta la gara a domare la Yamaha del francesino. Con abilità, ingegno e temperamento gli rimane francobollato dal primo al penultimo giro, poi lancia l’attacco e si esibisce in un sorpasso talmente ben riuscito da garantirgli 20 metri di allungo che conserverà poi fino alla bandiera a scacchi. Quartararo, ovviamente, non molla e ci prova, si mette in scia, ma nell’unica occasione utile, a due curve dalla fine, Marquez evita di lasciargli spazi aperti (come negli ultimi duelli persi con Dovizioso e Rins) e il transalpino è costretto a chiudere il gas per evitare il contatto.

Quello firmato dal 26enne fuoriclasse di Cervera è stato un autentico capolavoro. Con Viñales subito indietro al via, la gara è stata tutta un tira e molla tra lo spagnolo e il rampante Fabio, che però all’ultimo giro si è dovuto inchinare al più smaliziato campione del mondo: dopo un corpo a corpo durato 20 e passa giri, lo spagnolo rompe gli indugi e supera Quartararo alla prima staccata, il francese non molla e controreplica ma quando mancano poche curve alla linea del traguardo Marquez gli ricorda il peso dei Mondiali vinti non a caso. Il resto è una lotta per il gradino più basso del podio, che Viñales con qualche ansia porta a casa davanti a Valentino Rossi che mostra subito di avere un passo gara non da primissime posizioni.

Dietro al Dottore altri due italiani, Franco Morbidelli, quinto, e il ducatista Andrea Dovizioso, sesto e adesso staccato di 93 punti da Marquez: per trovare un gap così elevato dopo 13 Gran premi bisogna risalire addirittura al 2005, quando Rossi aveva 122 punti su Biaggi e aveva vinto il titolo proprio al tredicesimo round. Infine, Pol Espargaro (Ktm), dopo l’exploit nella qualifiche, chiude con un brillante settimo posto.

Emozioni ed anche qualche lacrima di commozione in Moto3. Al termine di una gara tiratissima vince Tatsuki Suzuki, del Sic58, il team di Paolo Simoncelli, papà del compianto Marco, al quale è dedicato proprio il circuito di Misano. Il "giapporiccionese", come lo chiamano nel paddock, ha trionfato davanti a McPhee e Arbolino. Quest’ultimo si porta a 30 punti di distanza da Dalla Porta, ottavo al traguardo. Canet si ritira e il rider di Leopard aumenta il vantaggio iridato a 22 punti sul rivale del team di Max Biaggi.

In Moto2 successo di Fernandez. Alle sue spalle Di Giannantonio. Finale con giallo: lo spagnolo è finito "under investigation" per essere finito sulla striscia verde nel giro finale. Gli stewards hanno poi deciso di confermare l’ordine d’arrivo.

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