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Pedro arriva e si presenta «Se l’allenatore vuole sono pronto per giocare»

B.C.

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FIRENZE. Pronto per la Juve. Pedro sogna una maglia contro i campioni d'Italia. «Se l’allenatore vuole io ci sono» dice con un sorriso davanti alla mamma e ai suoi agenti durante la presentazione ufficiale. L' attaccante brasiliano classe '97 si fa immortalare con la maglia numero 9 in mano insieme al consigliere delegato viola Joe Barone e il ds Daniele Pradè. Un investimento importante per il club, circa 13 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita e un contratto di cinque anni, segno di grande fiducia nei suoi confronti. «Il suo nome era in cima alla nostra lista fin dall’inizio - conferma Barone - Si tratta di un altro acquisto di spessore per il futuro della nostra squadra». Aggiunge Prade’: «Pedro è un attaccante moderno e non andrà ad intaccare la crescita di Vlahovic: con loro due e l'esperienza di Boateng in attacco siamo a posto. Abbiamo voluto puntare sul brasiliano perché innanzitutto è un goleador, uno che segna, che vive per il gol. Deve lavorare sodo e restare umile, con i piedi per terra, diamogli un po' di tempo e dimostrerà il suo valore, fisicamente adesso è al 100%». Tanto che lo stesso giocatore scalpita in attesa della gara di sabato: «Il mio punto di riferimento è Ibrahimovic ma voglio costruirmi la mia storia. La maglia numero 9? So quanto sia importantei e farò di tutto per onorarla. Sapere di giocare insieme a Ribery, che avevo nei videogiochi, è un sogno che si realizza. Ed è bello aspettare la sfida con Ronaldo sperando in una vittoria della Fiorentina». In tempi recenti Pedro fu accostato al Real Madrid ed era nel giro della Selecao: «Ma non si concretizzò nulla perché in quel momento ero infortunato. Tra i miei obiettivi c'è anche quello di riconquistare la maglia della Nazionale».

Ama festeggiare i propri gol facendo un inchino verso i tifosi: «Vorrei riuscirci già con la Juve» sorride. Musica per la Fiorentina a iniziare da Barone che si lascia andare ad una battuta: «Neppure per due miliardi di dollari farei un giro di campo con Agnelli, non lo farei per me stesso e il lavoro che sto facendo per il club, non per i tifosi che comunque vanno protetti perché se sbaglia qualcuno non vuol dire che sbagliano tutti..». — B.C.

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