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PALLAVOLO: GLI EUROPEI FEMMINILI 

In Serbo c’è sempre un’amarezza: Italia, addio oro

In Serbo c’è sempre un’amarezza: Italia, addio oro

Poca grinta e troppi errori in attacco (35): le campionesse del mondo spengono il sogno. Oggi ci giochiamo il bronzo

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ANKARA (TURCHIA). L'Italia dice addio ai sogni d'oro. Niente da fare, la Serbia rimane stregata per la nazionale femminile di pallavolo e come un anno fa al mondiale anche agli europei le azzurre escono sconfitte dal confronto: niente finale per il titolo continentale a cui accedono invece le campionesse iridate che si sono imposte 3-1 (25-22, 25-21, 21-25, 25-20) su un'Italia meno grintosa del solito e troppo incline agli errori. Le azzurre cercavano la rivincita sulla squadra che impedì loro di conquistare il titolo mondiale e invece arriva un'altra delusione. E avranno poco tempo per rimettere insieme le energie, visto che dovranno tornare in campo per il terzo posto: il bronzo a questo punto diventa un obiettivo importante, considerando che l'Italia non sale sul podio europeo da dieci anni, dall'oro a Lodz del 2009. Con le serbe le ragazze di Davide Mazzanti non si sono espresse al meglio e i tanti errori si sono rivelati fatali. Nei primi due set dopo un buon avvio le azzurre hanno subito il rientro delle avversarie. Nel terzo, invece, l'Italia è stata brava a cambiare marcia nel momento chiave. Nel quarto Egonu e compagne hanno sbagliato ancora tanto e la Serbia ha preso il largo, chiudendo definitivamente il match, nonostante il tentativo di rimonta azzurro. L'Italia ha commesso 35 errori, rispetto ai 26 delle avversarie. Le azzurre sono state più efficaci a muro (12 a 7) e in battuta (7 aces contro 5). Non nasconde la delusione il ct Mazzanti: «Il rammarico maggiore è stato vedere la Serbia non così lontana da quello che sappiamo fare, però alcune cose sono andate bene, altre no. In attacco siamo stati lontani dal nostro livello, la sensazione è che abbiamo sempre fatto fatica a prendere ritmo in attacco. Questo è stato il fattore che ci ha penalizzato maggiormente. Nei tempi e nella scelta dei colpi non siamo stati lucidi, abbiamo commesso troppi errori. In questa maniera abbiamo reso più facile le cose alla Serbia. Per tanti momenti della gara siamo stati vicino a loro, ma c'è mancato qualcosa per poter andare davanti. Dalla panchina ho avvertito che non eravamo del tutto noi stessi». «Dispiace tanto per il risultato, ci tenevamo moltissimo - dice l'azzurra Indre Sorokaite -. Per il percorso di crescita che c'è stato nell'arco della stagione penso ce la meritassimo, però poi bisogna fare i conti con le avversarie e la Serbia ha meritato di vincere. Non abbiamo troppo tempo per rimuginare su questa sconfitta, ci andiamo a giocare la finale per il terzo posto: la voglia di portare a casa una medaglia è grandissima». —

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