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TENNIS: GLI US OPEN 

Lorenzi batte...suo figlio Sonego e Berrettini, hurrà

Vezio Trifoni
Lorenzi batte...suo figlio Sonego e Berrettini, hurrà

Impresa del senese, 37 anni, che rimonta da 0-2 contro il sedicenne Svaijda Lorenzo domina Granollers, Matteo si ritrova e rimanda a casa Gasquet 

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NEW YORK. Paolo Lorenzi, a 37 anni suonati, non aveva mai rimontato da due set a zero, e ci è riuscito agli Us Open contro il più giovane di Flushing Meadows: sedicenne statunitense Zachary Svajda, classe 2002 ,primo atleta a giocare a quell'età nel tabellone di uno Slam. Lorenzi, lucky loser per il forfait di Kevin Anderson, vince 3-6, 6-7 (5), 6-4, 7-6 (4), 6-2 un'estenuante partita di 4 ore e 24 minuti ed ora affronterà il serbo Miomir Kecmanovic. Un match particolare con da una parte il senese, grande veterano del tenni e dall'altra Svajda, sedicenne di San Diego, 21 anni in meno dell'avversario, numero 1415 del ranking mondiale, wild card degli US Open per il successo agli Usta Boys Nationals Championships di Kalamazoo, Michigan, praticamente dei trials americani: primo classe 2002 nel main draw di uno slam insieme al primo 2001 (Yannik Sinner), il più giovane partecipante al major americano da Donald Young nel 2005. Ventun'anni che dividono Paolo Lorenzi (classe 1981) da Zachary in un immenso confronto generazionale che non si vedeva dagli Australian Open del 1978: Ken Rosewall (1934) contro Cary Stansbury (1958). Ventun'anni di differenza che hanno bloccato all'inizio il tennista toscano al cospetto del ragazzino di casa, avanti 5-0 nel primo durissimo parziale e di due set dopo il tie-break del secondo. È in quel momento che Lorenzi ha visto una carriera di sacrifici passargli davanti: quei 14 sudati match di attesa prima di vincere un primo turno negli Slam, qui a New York nel 2014; una storia di tennis costruita colpo dopo colpo, con la bontà che da sempre distingue il pedalatore senese. Lorenzi ha riaperto gli occhi proprio dal terzo parziale, dopo aver sprecato set point nel secondo set, per una splendida rimonta da due set a zero: da lì ha visto il giovanissimo Svajda spegnersi gradualmente perché altro non poteva dare, eppure lo ritroveremo presto perché l'americano colpisce bene, come il nostro Yannik Sinner che a diciotto anni, al suo debutto assoluto negli slam, l'ìmpresa sta provandola contro Stan Wawrinka. Paolo Lorenzi vince infine 3-6, 6-7 (5), 6-4, 7-6 (4), 6-2 un'estenuante partita di 4 ore e 24 minuti: affronterà il serbo Miomir Kecmanovic che ha battuto il connazionale Laslo Djere (6-2 6-1 7-5) ed è il numero 50 della classifica ATP. «Sono contento anche se non ho giocato la mia migliore partita - spiega Lorenzi - forse per il vento, non so, ma l'importante è essere riusciti a superare questo ragazzino che non lo conoscevo ma in tanti mi avevavano detto che giocava bene. Giocare a questi livelli per oltre quattro ore vuol dire che sto bene fisicamente e l'impegno che metto negli allenamenti e nel preparare i match è ripagato da queste vittorie». Detto della faticosa vittoria in quattro set di Roger Federer contro l’indiano Sumit Nagal e della comoda partenza di Djokovic che batte in tre set lo spagnolo Roberto Carballes Baena per 6-4, 6-1, 6-4, quella di ieri è stata una splendisa giornata per il tennis italiano. Merito di Lorenzo Sonego, che ha risolto in tre set la non facile pratica contro l’esperto spagnolo Granollers con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4, al termine di una partita giocata alla grande e sempre condotta con molta sicurezza. Merito anche di Matteo Berrettini: il romano, 23 anni, sembra riemergere da un periodo difficile, superando in quattro set Richard Gasquet per 6-4, 6-3, 2-6, 6-2. —

Vezio Trifoni

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