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Cappellino, tuta, grinta: leone Sinisa lascia l’ospedale e si riprende il Bologna
Poli: ci ha fatto una sorpresa pazzesca. La sua squadra lo illude a Verona, ma in 11 contro 10 è soltanto pareggio
VERONA. Il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare. Sinisa Mihajlovic ne ha in dosi industriali. E così, a metà pomeriggio, l’allenatore serbo del Bologna ha lasciato l'ospedale Sant'Orsola - dove si sta curando e sostenendo cicli di terapie per combattere la leucemia che gli è stata diagnosticata nei mesi scorsi - ed è arrivato a Verona nel tardo pomeriggio, dove ha raggiunto la squadra nell'hotel che ospita il ritiro dei rossoblù. Qui, tra i giocatori sorpresi per la presenza inattesa, Mihajlovic ha tenuto la consueta riunione tecnica.. «Siamo rimasti scioccati, non ce lo aspettavamo, anche se ce l'aveva promesso. Siamo rimasti colpiti, ma siamo contenti che sia qui con noi, dimostra di avere un coraggio eccezionale. Ci siamo emozionati al suo arrivo in albergo». Così ha parlato Andrea Poli, centrocampista rossoblù.
Sinisa, visibilmente dimagrito, cappellino e polo che nasconde a malapena un grande cerotto sulla spalla, si siede un panchina con la solita grinta. La partita inizia, si alza senza sforzo apparente: smentisce anche chi diceva che sarebbe andato in campo con la mascherina per la respirazione,. E la sua serata inizia nel migliore dei modi: al 13’ Orsolini scappa a Dawidowicz che lo abbatte in area: rigore e cartellino rosso. Sansone trasforma dal dischetto. Ma l’Hellas ci mette l’anima, trascinata da un grande pubblico e al 37’ arriva il pareggio di Miguel Veloso, che su punizione dal limite indovina l’angolo alto, davvero imparabile.
Mihajlovic vede il Bologna non brillantissimo e nella ripresa decide di mescolare le carte con gli innesti di Santander, Destro e Dzemaili, ma il Verona si mette tutto dietro la linea della palla e tiene botta. Così, alla fine, esce un pareggio che magari alla vigilia il Bologna avrebbe sottoscritto ma che non può non soddisfare, vista la superiorità numerica per larghissima parte del match. Ma il verdetto del campo, che soddisfa soprattutto i veneti, passa in secondo piano davanti alla storia, bellissima, che Mihajlovic ha voluto regalare si suoi tifosi, ma più in generale al calcio italiano: una storia che parla di coraggio, amore per il proprio lavoro, per lo sport, per i suoi ragazzi. Grazie, Sinisa.
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