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Intervista a John McEnroe: «Federer Superman può ancora vincere uno Slam»
Alla vigilia dell’Us Open il campione statunitense, 60 anni, fa le carte al torneo: «Dietro ai tre mostri Roger, Djokovic e Nadal il mio favorito è Daniil Medvedev»
John McEnroe, un mito dello sport, è da anni l’ufficioso ma molto autorevole «Commissioner» del tennis su Eurosport. Prima degli Us Open lo abbiamo sentito per capire cosa aspettarsi da Federer & Co. nell’ultimo Slam della stagione che parte lunedì a Flushing Meadows.
McEnroe, Federer ha compiuto 38 anni, e nessuno ha mai vinto uno Slam a quell’età nell’era Open. Wimbledon è stata la sua ultima chance di arrivare a 21 titoli?
«Già quando vinse Wimbledon nel 2012 la sensazione era che sarebbe potuto essere l’ultimo. Non ne ha più vinti per più di tre anni, e dopo quella famosa caduta nei quarti di Wimbledon del 2016 contro Raonic, quando ero io l’allenatore di Milos, la sensazione divenne ancora più forte. Quindi, con lui, mai dire mai. È una specie di Superman, non so come continui a riuscire a giocare così».
La sconfitta del 1984 nella finale del Roland Garros contro Lendl è stata la sua sconfitta più bruciante. È paragonabile a quella di Federer a Wimbledon quest’anno? Come ci si riprende da una delusione del genere?
«Be’, innanzitutto Roger di Wimbledon ne ha vinti otto, mentre quella per me fu la miglior occasione di vincere a Parigi. La finale di Wimbledon a mio parere è stata una delle più grandi partite di sempre, e lui può essere orgoglioso di averne fatto parte. Certo, avrebbe potuto perdere 6-2 o 6-3 nel quinto. Ma se se sei Roger Federer e sei avanti 8-7, 40-15 e servizio nel quinto, ti aspetti di vincere. Ciò che rende grande Djokovic è il modo in cui è riuscito a girare la partita, e personalmente sono contento che il match sia andato al tie-break, perché questo lo ha reso monumentale, e storico. Sono sicuro che Roger ci sia rimasto male, ma è il tipo di match che ti fa rimanere male in maniera buona».
Se dovesse scommettere su chi può battere il record di 20 Slam di Federer sceglierebbe Djokovic o Nadal?
«Probabilmente Novak, perché è un po’ più giovane e capace di vincere su più superfici. Dipende tutto da come reggerà il loro fisico, e credo che per Rafa sia un po’ più difficile esprimersi e restare in forma sul cemento. Poi c’è la questione delle motivazioni: stiamo parlando di due dei più grandi di tutti i tempi, e probabilmente continueranno a spingersi l’un l’altro almeno per un paio d’anni. Se lo faranno, sono convinto che vinceranno entrambi altri Slam. Se scelgo Djokovic è solo per la questione fisica».
A parte i tre Grandi, chi può farcela a New York? I russi sembrano in forma e Medvedev, oggi numero 5, ha appena vinto a Cincinnati dopo aver giocato tre finali in tre settimane…
«Se togliamo quei tre bisogna aspettare cosa succede con il sorteggio. Dominic Thiem sembrava in scia ai migliori, poi però è stato male e dopo Parigi ha vissuto di alti e bassi. Wawrinka ha vinto tre Slam in passato, lo si può considerare un outsider. Karen Khachanov è sulla buona strada, ma il mio preferito è Daniil Medvedev. È uno molto interessante dal punto di vista tattico e giocarci contro può essere sconcertante. Fa cose che gli altri non fanno, non ti regala mai un punto e all’improvviso gioca un colpo pazzesco. È alto, colpisce piatto, può variare ed è molto intelligente… Può vincere uno Slam».
Che ne pensa di Tsitsipas e degli altri Next Gen?
«Al momento Stefanos ha perso un po’ troppi match sul cemento, e non ha ancora sviluppato un suo vero gioco. Forse si è messo troppa pressione da solo, dopo Parigi non ha vinto granché, ma sicuramente è positivo per il tennis, e mi piacerebbe che a New York riuscisse a dare una svolta alla sua stagione. Poi ci sono altri, come Tiafoe, o Shapovalov, che devono crescere fisicamente, o Auger Aliassime che è il migliore di tutti alla sua età. Di giocatori che possono fare bene ne sono parecchi, ma se parliamo di vincere, il discorso si fa difficile».
Kyrgios è destinato a sprecare il suo talento? O è recuperabile?
«La mia idea di Kyrgios è sempre quella. Se fosse capace di dare sempre il meglio di sé, sarebbe stabile fra i primi quattro del mondo. Ma a quanto pare non ce la fa. Tutti sanno quanto sia talentuoso, sta simpatico agli altri tennisti. Credo anch’io che sia un buon ragazzo e che possa portare qualcosa di buono al tennis, alla gente piace vederlo giocare. L’unica cosa che solleva le mie perplessità è quella che mi ha fatto dubitare fin dall’inizio: tutti vogliono tennisti che diano il meglio di loro dall’inizio alla fine della partita, e lui troppe volte non è in grado di farlo»
Un altro talento in crisi è Sascha Zverev.
«Non sembra essere concentrato nella giusta maniera, è distratto da qualcosa ma non so bene cosa sia. Non riesce a trovare la giusta condizione mentale per fare quello che va fatto su un campo da tennis».
Qual è il suo pronostico per il torneo femminile?
«Mmmhh… ancora più difficile. Credeteci o no, se devo scegliere una mia favorita scelgo ancora Serena Williams. Perché credo che sia ancora quella che ha più fame di vittoria. Dipende dal tabellone, e poi ci sono tante avversarie, Madison Keys, Sloane Stephens, Simona Halep che a Wimbledon è sembrata imbattibile».
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