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Stephanie, la lezione annulla le diversità

Giorgio Billeri
Stephanie, la lezione annulla le diversità

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Dicono che un arbitro è tanto più bravo quanto meno ti accorgi della sua presenza in campo. Possiamo dirlo, allora? Stephanie Frappart è un gran bell’arbitro, all’altezza dei migliori coleghi maschi. Il fischietto francese, sotto gli occhi dell’universo calcistico,i spettatori e calciatori è il complimento più grande che possa ricevere. Stephanie ha vinto la sua Supercoppa entrando non solo nella storia calcistica ma anche sociale. Probabile che da oggi il pianeta pallone, non sarà più lo stesso, grazie alla prestazione fisico-atletica tutto corsa e autorevolezza offerta dalla trentacinquenne francese in Liverpool-Chelsea, mica una partita qualsiasi, ma una resa dei conti del calcio più maschio che c’è. Le diversità in uno sport come il calcio sono spesso sono solo delle scuse. Ma non tutti sembrano pronti a capirlo. Prendete Frank de Boer, ex calciatore e oggi allenatore di non particolare successo: «la parità di retribuzione nel calcio tra uomini e donne non la comprendo, per come stanno le cose ora penso che sia ridicola», la sua frase. Poi è arrivata la marcia indietro e le scuse. «Io promuoverò sempre il calcio femminile, spero di vedere sempre più donne giocare a calcio perchè è lo sport che amo», ha detto, ricordando che quando era all'Ajax aveva fatto molto per far crescere la squadra femminile. «Quel che penso - ha provato infine a spiegare l'olandese - è che se le donne se lo meritano, devono guadagnare, ma se vogliono guadagnare più degli uomini, devono meritarselo, non c'è altro da dire. Ma definire tutto ciò ridicolo è davvero troppo». Meno male. —

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