Meteo
La Ferrari verso Spa e Monza: un nuovo motore per acciuffare la prima vittoria
In Belgio le Rosse monteranno la specifica numero 3 della power unit con 20 cavalli in più, alimentata da una benzina evoluta della Shell
La Formula uno è in ferie e ci rimarrà fino a venerdì 30 agosto, quando sul circuito di Spa avranno inizio le prove del Gran premio di Spagna di domenica 1° settembre (la settimana successiva si correrà a Monza). Tradizionalmente, le ferie del circus iridato non coincidono con lo spegnimento dei computer degli ingegneri e dei macchinari di prova all’interno delle officine. Soprattutto, e a maggior ragione stavolta, dopo una fase di campionato da dimenticare, per la Ferrari, immersa in un profondo momento di riflessione e di riorganizzazione interna in vista della parte conclusiva della stagione 2019 e della programmazione futura. Il Cavallino è decisamente meno rampante, scosso e fortemente deluso da mesi di prestazioni opache e non appaganti, caratterizzate principalmente dal fatto che a Maranello non è ancora arrivata la prima vittoria stagionale.
Obiettivo Spa e Monza
Nonostante sia davvero tanto il lavoro da fare per arrivare ad annullare, o ridurre il più possibile, il gap di competitività della Rossa rispetto alle stellari Mercedes, alla ripresa del campionato il calendario potrebbe dare una mano a Vettel e Lecrerc, in quanto Spa e Monza sono due tracciati dal bassissimo carico aerodinamico. Come più volte dimostrato nel corso dell’attuale annata, il problema numero uno della SF90 è proprio la totale mancanza di massimo carico aerodinamico, per cui la monoposto italiana va talvolta incontro ad una vera e propria disfatta su quei tracciati dove il downforce (il termine usato dagli ingegneri di pista per indicare la portata della deportanza aerodinamica) richiesto è molto elevato.
Nuovo motore
In vista dei prossimi due appuntamenti stagionali Mattia Binotto e collaboratori provano il tutto per tutto. L’obiettivo massimo che hanno messo a fuoco è quello di una doppia vittoria, in grado di far rialzare il morale di tutto l’ambiente e di rappresentare una gran bella iniezione di fiducia in vista della progettazione della macchina per il 2020 e 2021. Dopo le positive sperimentazioni effettuate nei giorni scorsi al banco prova la Ferrari è pronta a portare in pista, sin da Spa, la specifica numero 3 della power unit. Si tratta di una versione evoluta del motore, frutto di un lungo lavoro svolto dai tecnici guidati da Corrado Iotti e dalla nuova organizzazione al reparto data da Enrico Gualtieri. Sulla base di informazioni trapelate fra gli addetti ai lavori, il terzo motore concesso (senza far scattare penalità) nell’evoluzione della stagione 2019 per la disputa di tutti i Gran premi dovrebbe rappresentare un decisivo salto in avanti sul piano sia della competitività che dell’affidabilità. Anche perché, parallelamente all’utilizzo della nuova power unit, la Ferrari utilizzerà un diverso tipo di benzina, sbandierato come altamente performante, messo a disposizione dalla Shell. Complessivamente, la specifica 3 del motore dovrebbe portare in dote al Cavallino una ventina di cavalli in più, grazie ad una gestione della combustione definitiva «più spinta».
Lo scenario
Quando le cose non vanno è giusto rivoluzionarle. E allora ecco che l’ingegner Simone Resta, ad oggi direttore tecnico di Alfa Romeo, farà a novembre il suo ritorno alla Ferrari, dove lo scorso anno ricoprì il ruolo di capo progettista. Inizialmente, si occuperà del progetto, già avviato, relativo alla stagione 2020. La macchina del 2021, invece, dovrebbe portare la sua firma. In casa Ferrari è solo l’ultima delle rivoluzioni a cui abbiamo assistito negli ultimi tre anni. Da ricordare infatti l’arrivo di Mattia Binotto, subentrato a James Allison e poi promosso, dopo l’allontanamento di Maurizio Arrivabene, da direttore tecnico a team principal.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
