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Buon compleanno, leggenda: Magic Johnson ha 60 anni

Buon compleanno, leggenda: Magic Johnson ha 60 anni

Ha entusiasmato le folle americane e di tutto il mondo, ma è famoso anche perché, divenuto sieropositivo, è stato ed è ancora un simbolo della lotta all’Aids

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LOS ANGELES. Oggi compie 60 anni Earvin Johnson Jr., per tutti Magic Johnson, uno dei più celebri giocatori della storia Nba e del basket mondiale. Leggenda dei Los Angeles Lakers degli anni Ottanta, Magic è uno dei personaggi più iconici della pallacanestro a stelle e strisce: non solo per aver vinto cinque anelli in California, ma soprattutto per aver rivoluzionato il ruolo del playmaker, tradizionalmente riservato ai giocatori dalla statura più bassa, e per aver dato vita a una delle rivalità più accese di sempre, quella con Larry Bird dei Boston Celtics. Ma la sua storia personale è legata anche alla contrazione del virus dell'Hiv, che sconvolse il mondo dello sport americano.. «I test non ammettono dubbi: sono stato colpito dal virus Hiv, ora sto bene, ma non posso rischiare oltre. Per questo sono costretto a lasciare i Lakers. Ma voglio chiarire che non sono malato di Aids. Mia moglie sta bene, non ci sono problemi con lei», annunciò il 7 novembre 1991 in una conferenza stampa rimasta nella storia. La notizia gli era arrivata due settimane prima dal medico dei Lakers Michael Mellman. Magic stentò a crederci, tanto che richiese due ulteriori test: stessa diagnosi. «Ero seduto lì, con a fianco il coach, dicendo che non poteva capitare a me. Mi credevo invincibile». Fu un momento che trasformò anche la società americana, perché cambiò la percezione di una malattia di cui all'epoca si conosceva poco. Smise di rappresentare una condanna a morte per omosessuali e tossicodipendenti, e divenne una malattia che colpiva tutti, ma poteva essere combattuta. Magic decise di diventare subito ambasciatore itinerante della lotta all'Aids che negli Stati Uniti all'epoca aveva causato 125mila morti e contava già 200mila malati: creò la "Magic Johnson Foundation", una fondazione benefica nata inizialmente al fine di raccogliere finanziamenti da destinare a programmi per la lotta contro la diffusione dell'Aids, che poi nel corso del tempo ha allargato i proprio obiettivi, dalla formazione tecnologica all'inserimento scolastico.

I giocatori non volevano allenarsi con lui, i suoi ex compagni trovavano scuse per non incontrarlo. Nonostante la decisione di lasciare il basket, Magic Johnson fu votato nel quintetto di partenza dell'All Star Game 1992 che si disputò a Orlando. La scelta fu molto controversa perché alcuni giocatori avevano paura di essere contagiati. Magic alla fine non solo giocò quella partita ma fu anche eletto MVP con un totale di 25 punti di cui 10 segnati già nel primo quarto. Il dibattito poi si spostò sull'opportunità di disputare le Olimpiadi di Barcellona. Il numero 32 fu convocato nel Dream Team statunitense che incantò il mondo in Spagna. —

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di Redazione web