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La parola d'ordine dei top club: cambiare tutto
Aprite le finestre, fate entrare aria fresca. Volti nuovi, possibilmente giovane, possibilmente pronti per dare l’assalto agli obiettivi, più o meno dichiarati. Il calcio italiano, i nostri top club mai come quest’estate hanno fretta , quasi smania di cambiare connotati. Via il vecchio, quello che non serve più, o che mina gli equilibri dello spogliatoio. Icardi, Nainggolan e Perisic fino a pochi mesi fa erano il tesoro neppure nascosto di Suning, valevano insieme quasi duecento milioni. Dybala, Mandzukic, Khedira, Matuidi erano il cuore e l’anima del progetto tattico di Allegri. Suso e Donnarumma le uniche consolazioni di un Milan mai così tecnicamente povero, che riusciva a togliersi un po’ di rughe soltanto specchiandosi nella classe mancina dello spagnolo o nei voli d’angelo del portiere predestinato. Dzeko l’angelo vendicatore della Roma.
Ci avete fatto caso? Tutti questi hanno cambiato, stanno cambiando o cambieranno maglia, nel finale di un mercato mai così eccentrico, scoppiettante, niente a che vedere con le asfittiche, interminabili sedute di trattative in cui tutto sembrava e nulla accadeva. No, adesso si parla disinvoltamente di scambio alla pari Dybala-Icardi, si offre Mandzukic ai mercanti di Premier e Bundesliga come nulla fosse, si insegue Correa pensando, sotto sotto, che magari anche a Modric si può arrivare.Segnali di forza del nostro calcio? Si può anche intendere in questo modo, visto che l’Italia, fiscalmente, per i calciatori sia tornando ad essere un boccome appetitoso assai. Si cambia, costi quel che costi. E a nche d’estate, adesso, ci si può divertire.
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