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Dovizioso e quel talento sbocciato tardi. Peccato che abbia già 33 anni...
Il pilota della Ducati si rivela ancora una volta l'unico a poter insidiare in pista il campione del mondo Marquez
SPIELBERG (AUSTRIA). Peccato abbia già 33 anni. Il suo talento è sbocciato solo di recente, forse perché i top team lo hanno scoperto tardi. Coccoliamocelo comunque bene questo Andrea Dovizioso che ci fa sobbalzare sul divano, che ci fa emozionare e che ci fa sognare. Prima della fine della carriera il pilota forlivese sta mettendo in fila tutti i presupposti che potrebbero, un giorno, regalargli il titolo mondiale. Marc Marquez ha un discreto margine nella classifica iridata e starà sicuramente molto attento a non mettere a rischio la sua riconferma da campione del mondo. Alla luce soprattutto di come è andato il Gran premio d'Austria, con il portacolori della Honda beffato all'ultima curva proprio da un superlativo Dovizioso. Il ducatista si è reso autore di un magnifico sorpasso a poche centinaia di metri dal traguardo. Ha gestito alla perfezione tutta la gara dimostrandosi sempre competitivo rispetto a Marquez, non mollandolo mai. La mossa con cui ha sorpreso e spiazzato "el Cabroncito" si è rivelata un autentico capolavoro.
Misurato e preciso, è stato un gesto tecnico pregevole e di altissimo livello. Da vedere e rivedere più volte. "Sembrava impossibile, ma ci ho provato - ha commentato dopo la 14esima vittoria nella top class, la 23esima nel Motomondiale -. Se arrivavo troppo lungo sarei giunto secondo, ma mi sono sentito forte. Ho fatto qualcosa da pazzo e sono molto contento. Dedico questa vittoria a Luca Semprini (l'addetto stampa Ducati morto la scorsa settimana a Brno, ndr)".
Dal 2017 Marquez e Dovizioso hanno regalato 14 duelli al fulmicotone: risultato di perfetta parità, 7 a 7. Magnifica come quella in Austria la vittoria del Dovi in Qatar, nella gara di apertura del Mondiale. Marquez pensava che edulcorando l’irruenza con una maggiore lucidità, stando incollato all'italiano per poi attaccarlo e superarlo nelle curve conclusive, pagasse, ed invece non fu affatto così. L’acume tattico e la sagacia di Dovizioso fecero la differenza e lo si vide bene nel testa a testa finale. Il portacolori della Honda infilò sì il ducatista, ma nella ripartenza dall’uscita di curva Dovizioso incrociò da manuale riconquistando la prima posizione e non mollandola fino al traguardo, superato con un vantaggio di appena 23 millesimi di secondo rispetto a Marc, praticamente due terzi di moto.
Dovi e Marc, grazie di esistere. Gli appassionati vi ringraziano per lo spettacolo.
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