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Dovizioso da urlo, il marziano Marquez sorpreso e infilato all’ultima curva

Dovizioso da urlo, il marziano Marquez sorpreso e infilato all’ultima curva

Il ducatista impedisce allo spagnolo di archiviare l’ennesimo titolo. Buona la gara di Rossi, quarto

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SPIELBERG (AUSTRIA). Uno show all’ultima curva, con Andrea Dovizioso che sorprende Marc Marquez e si prende la scena in Austria. Il pilota forlivese della Ducati si rivela ancora una volta l’unico a poter insidiare in pista il campione del mondo della Honda: alla fine di una lotta curva su curva dall’inizio alla fine della gara, il centauro italiano la spunta togliendo allo spagnolo la soddisfazione di veder praticamente già archiviato l’ennesimo titolo mondiale. Buona la gara di Valentino Rossi, che è riuscito a chiudere al quarto posto dietro alla Yamaha non ufficiale del francese Fabio Quartararo, ma davanti alla Yamaha ufficiale del compagno di scuderia Maverick Viñales, quinto al traguardo.

Un trionfo e una gara splendida quella di Dovizioso che il pilota italiano, ora a 58 punti di distanza nel Mondiale da Marquez, ha voluto dedicare con una apposita "griffe" sul serbatoio della sua Desmosedici all’addetto stampa e giornalista Luca Semprini scomparso a Brno la scorsa settimana. «Anche per me sembrava impossibile, era l’ultima curva ci dovevo provare e dovevo farlo - racconta Dovizioso -. Avevo una buona sensazione e mi sentivo a posto. In passato ci ho pensato un po’ troppo e questa volta ho fatto una cosa da pazzo. È la mia vittoria più bella».

Soddisfatto, nonostante il fatto di aver perso la gara sul più bello, il campione del mondo Marquez: «Sono felice perché avevo commesso un grosso errore nella scelta della gomma posteriore. Dovi ha fatto un lavoro incredibile. Ma ad ogni modo sono in testa con 58 punti di distacco. Lui aveva più grip ed è andata così».

Lo spagnolo, autore sabato di una pole spaziale, era il favorito d’obbligo della gara, però aveva avvertito: «Un conto è fare un giro veloce, un conto è farne 28». Contava probabilmente di scappare via, un piano che non gli è riuscito e alla fine Dovizioso gli ha strappato il trionfo su un circuito dove è finito sempre sul secondo gradino del podio. Il forlivese, puntando tutto il lavoro sul passo gara, ha tratto il massimo vantaggio dalla sua strategia grazie alla strabiliante mossa finale. Anche Rossi gli ha fatto i complimenti: «Dovi è un campione perché ha vinto tante gare, gli manca il Mondiale - ha detto Valentino -. È la seconda forza del campionato. È grande ma ha ancora tanti anni per vincere il Mondiale», ha chiuso Rossi con una gran risata, in riferimento alla non più verde età del pilota Ducati, che ha compiuto 33 anni. Dall’alto dei suoi 40anni , Rossi ha la saggezza di valutare nel modo giusto il quarto posto: «Se fossimo partiti più avanti (era decimo in griglia, ndr) la gara poteva essere diversa - ha sottolineato -. Sono riuscito a venire su veloce, è stata una bella gara. Per il podio ero vicino ma quelli davanti andavano più forte. Dobbiamo migliorare, faccio fatica a trovare l’extragrip con la morbida, però abbiamo fatto passi avanti nell’elettronica e in accelerazione».

Inno di Mameli a tutto volume anche in Moto3 grazie a Romano Fenati, ad un anno di distanza dalla follia umana e sportiva di Misano, da quel fallo di reazione al rivale Stefano Manzi (a cui tirò il freno in corsa rischiando un tragico incidente). Il giovane ascolano ritrova il sorriso e forse la sicurezza di avere ancora un futuro nel circus delle due ruote, che, dopo una pesantissima squalifica ed una conseguente gogna mediatica altrettanto pesante, lo aveva praticamente messo al bando.

In Moto2 successo di Brad Binder nel giorno del suo compleanno. In lotta per il podio, Luca Marini scivola e abbatte Enea Bastianini, che stava provando a mettere in discussione il primato di Binder.

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