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L’estate dei top player “separati in casa” Valgono un tesoro, ma restano a guardare
Da Neymar a Bale, ai nostri Icardi e Dybala: i club li hanno messi alla porta. Ora anche Lukaku ha rotto col Manchester
Appena pochi mesi valevano più o meno mezzo miliardo di euro in quattro. Adesso sono tutti con le valigie in mano, messi alla porta dal loro club. Fanno vita da separati in casa, qualcuno si allena a parte, qualcuno gioca le amichevole, qualcuno ancora non ha visto il campo. E’ l’estate difficile dei top-player. Stiamo parlando di Neymar, Bale, Icardi e Dybala, non proprio gli ultimi arrivati.
Il caso più noto in Italia è quello di Icardi, diventato una telenovela estenuante che intreccia calcio, gossip, social e economia. L’Inter ha fatto sapere a più riprese al suo ex capitano che non rientra nei programmi di Conte e della società. Al culmine dello scontro la dirigenza nerazzurra ha fatto balenare a Icardi la prospettiva di rimanere fermo due anni, il biennio della piena maturità per un calciatore 26enne. Uno stop che renderebbe complicato anche il suo ritorno (non si torna subito al top a certi livelli dopo due anni senza partite) oltre a fargli perdere obiettivi professionali, a cominciare dalla nazionale argentina appena conquistata.
Maurito sembra non essere spaventato. Continua ad allenarsi da solo e a rifiutare ogni proposta (Roma e Napoli, ma poco convinte), con qualche cauta apertura a un’ipotesi Juventus. E proprio quest’ultima soluzione sembra aver ripreso piede nelle ultime ore, dopo che nell’intrigo degli attaccanti, la Juve ha fallito il primo assalto a Lukaku per i problemi sollevati da Dybala a trasferirsi al Manchester United.
E proprio Dybala è l’altro caso clamoroso di idolo ormai inviso alla società. Dopo il “no” al Manchester è tornato a Torino acclamato da qualche centinaio di tifosi accorsi per dirgli “resta”, ma la Juventus sembra ormai determinata a venderlo comunque. La soluzione più probabile al momento sarebbe il Psg che deve rimpiazzare lo scontento Neymar.
Già perché Neymar ne ha abbastanza del Psg. A giudicare da un video circolato qualche giorno fa, col direttore generale Leonardo nemmeno si saluta più. Certificata la rottura, però, si contano sulle dita di una mano semichiusa le squadre che possono permetterselo. Lui vorrebbe tornare al Barcellona, andrebbe bene anche la soluzione in prestito. Le società ci stanno lavorando.
Gareth Bale non piace più a Zidane che lo ha messo ai margini del Real Madrid e qualche volta l’ha pure irriso. Il gallese sembrava sul punto di emigrare in Cina rimpolpando il suo già lauto contratto (una trentina di milioni l’anno), poi l’affare è sfumato. Con quello stipendio piazzarlo in Europa non sarà facile. Nelle ultime ore pare si sia fatto avanti il Bayern per un prestito, complice l’Adidas, sponsor comune.
Ma il lotto dei top player “sgraditi” o malpancisti cresce ogni giorno. Nel novero è entrato lo stesso Lukaku, che ha ormai rotto con il Manchester United e da un paio di giorni si allena in Belgio con l’Anderlecht. Ormai il messaggio mandato ai reds è chiaro: voglio andar via, Juve o Inter che sia.
In qualche modo ci rientra anche Higuain, che pure non è stato messo alla porta, si allena con la squadra, ha giocato (e segnato) nelle amichevoli e continua a dire di voler rimanere in bianconero a tutti i costi (ha un contratto fino al 2021). Ma la Juventus gli ha fatto capire chiaramente che non avrà spazio e che farebbe meglio a trovarsi una destinazione. La Roma lo cerca da settimane, ma lui tiene duro.
Si è parlato molto di James Rodriguez, che Ancelotti vuole fortissimamente per il suo Napoli. Il Real Madrid vuole cederlo ma cercando di ricavarne il massimo. Ha cercato di inserirlo nella contropartita per avere Pogba dal Manchester (altro big che non nasconde i suoi mal di pancia, nonostante il club lo abbia blindato) ricevendo un secco no.
Un caso ancora diverso è quello di Edin Dzeko. L’attaccante romanista ha iniziato la stagione in giallorosso da ipotetico separato, avendo già raggiunto un accordo con l’Inter. Ma l’affare tra le due società non è ancora andato in porto e nel frattempo, da professionista serio, Dzeko ha guidato la Roma nelle amichevoli, ha fatto gol, ha conquistato il nuovo allenatore Fonseca che gli ha dato anche la fascia di capitano e insomma, se l’Inter non si decide, la Roma potrebbe anche ripensarci e proporgli di prolungare il contratto.
Stranezze di questo lungo e inconcludente mercato. Perché il risultato al momento - tra rotture, litigi, mal di pancia e manovre dei procuratori - è che il campionato sta per cominciare e tutte le big, chi più chi meno, sono ancora un cantiere aperto.
Paolo Toccafondi
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