Il presidio
Alle Olimpiadi di Atene arrivò un argento da leggenda
Inizia a Ferragosto l’avventura dell’Italia alle Olimpiadi 2004 di Atene, undici giorni dopo l’impresa di Colonia. Gli azzurri battono la Nuova Zelanda, poi perdono con Serbia-Montenegro e Spagna, vincono con la Cina e battono 76-75 l’Argentina di Ginobili, Sconochini, Scola, Oberto, Sanchez, Nocioni, insomma uno squadrone. Ai quarti vittoria con il Portorico e resa dei conti in semifinale. C’è la Lituania, assetata di medaglia con uno Jasikevicius che forse è il più forte play d’Europa. Finisce 100-91 per gli Azzurri. La partita è piena di colpi di scena, Recalcati ha per le mani un gioiellino, tutti danno il loro contributo ma ancora una volta sono due i giocatori hors category in quel fantastico mese di agosto: Basile, 31 punti e quelle triple “ignoranti” che solo lui sapeva mettere, Galanda, 16, e Pozzecco, 17 punti, che sanno tanto di risposta a Tanjevic che non lo aveva avuto nella dorata spedizione europea 1999. In finale vince l’Argentina 94-69. È più forte, ma l’argento pesa. E tanto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google