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scherma: Ai mondiali di budapest 

Montano, l’arbitro rovina l’ultimo Mondiale del mito

Due stoccate contestate costano la sconfitta. «Così non va bene, sistema da rivedere». A Curatoli la medaglia di bronzo

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BUDAPEST. Meritava un altro epilogo, la carriera mondiale di Aldo Montano. Il campione livornese, 41 anni, alla sua ultima apparizione della sciabola iridata, è stato eliminato negli ottavi di finale dall’ungherese Csanad Gemesi con il punteggio di 15-14. Una sconfitta che ha fatto andare su tutte le furie Montano, perchè arrivata per effetto di alcuni decisioni arbitrali davvero infelici. E lui, che non ha mai avuto peli sulla lingua, dopo l’assalto ha attaccato a testa bassa, sottolineando come alcune regole criticabili gli abbiamo impedito una chiusura degna prima di dare l’assalto alle Olimpiadi di Tokyo 2020, che rappresenteranno la sua ultima recita in pedana.

«Le regole non sono ben codificate - ha spiegato un delusissimo Montano - e quindi bisogna cambiare qualcosa a monte, così non va assolutamente bene. Su due stoccate pensavo di avere ragione e invece l’arbitro l’ha pensata diversamente. Purtroppo è così, spesso funziona così, non si conoscono bene le regole, non si conosce bene il gioco che è difficile. Pensi di avere ragione e invece hai torto, per altre 25 persone hai ragione, per altre 10 hai torto. E’ stato comunque un match equilibrato, peccato sia andata così. Stavo bene, la reattività c’era così come le buone sensazioni. Peccato perchè non avrò altre possibilità per riprovarci, anzi direi che questa è l’ultima per me. La gara a squadre di domenica? E’ fondamentale quest’anno, siamo partiti bene, abbiamo vinto la prima prova di Coppa del mondo, una medaglia agli Europei, se facciamo bene qui ai mondiali chiudiamo bene la stagione e possiamo partire la prossima con più calma».

E’ arrivata comunque la prima medaglia per l’Italia ai Mondiali di scherma di Budapest. Nella Hall «A» del Syma Center Luca Curatoli ha vinto il bronzo nella sciabola maschile dopo la sconfitta nella semifinale per 15-11 contro il coreano Oh Sanguk, che negli ottavi aveva sconfitto per 15.8 l’altro azzurro Luigi Samele.

Deludente invece il cammino delle tre azzurre impegnate nella spada donne. La due volte campionessa del mondo e argento olimpico a Rio, Rossella Fiamingo, è uscita al primo assalto, battuta al minuto supplementare 12-11 dalla cubana Yamirka Rodriguez. Inizio agevole per la campionessa del mondo uscente, la friulana Mara Navarria (15-3 alla thailandese Meechai), e per Alberta Santuccio (13-9 sull'ostica polacca Trzebinska). Poi però la Navarria è stata sconfitta (14-15) nei sedicesimi dalla tedesca Ndolo, mentre la Santuccio si è imposta per 15-12 sulla statunitense Hurley. La siciliana è stata poi eliminata agli ottavi (15-14) dalla milanese Nathalie Moellhausen, che nel 2013 ha lasciato la federscherma italiana e si è tesserata per del Brasile, finendo poi per vincere l’oro. —

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