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Calcio: spettatori e ricavi in crescita ma gli stadi italiani sono troppo vecchi

Alessandro Guerrieri

La fotografia al mondo del football. Sono quasi un milione e mezzo i tesserati, un quarto di quanto fanno gli altri sport messi insieme 

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Il ReportCalcio della FIGC, giunto alla nona edizione, è il documento perfetto per fotografare lo stato del nostro calcio professionistico. Un settore al quale guarda con passione oltre la metà degli italiani, con 28 milioni di tifosi, dei quali oltre 4,6 quelli praticanti. Un mondo variegato che conta 1,4 milioni di tesserati e che propone ogni anno 568.000 partite, che significa 1560 al giorno. Numeri che fanno del calcio il principale movimento del nostro paese; tanto per capire, la FIGC vale il 24 % dei tesserati e il 22% di tutte le federazioni affiliate. E ancora: il calcio offre 98.000 posti di lavoro e svolge attività di prevenzione nel campo delle malattie cardio vascolari, quantificata in oltre 50 milioni di euro.

Ricavi. Un interessante capitolo dello studio, che fa riferimento alla stagione 2017/18, è quello riservato all’analisi dei ricavi. Scontata conferma, l’aumento del gap tra le “solite note” e le altre; il 56 % del valore complessivo degli introiti delle società professionistiche è generato da Inter, Roma, Milan, Napoli e Juventus, con i bianconeri addirittura secondi in Europa quanto a guadagni derivanti dalle coppe europee, con 512 milioni di euro, “malloppo” secondo soltanto ai 562,4 del Real Madrid. Complessivamente le nostre cinque squadre più “ricche” generano, dalla sola Serie A, 108 milioni, cifra enorme in assoluto, che però impallidisce se paragonata ai 267 dei top club inglesi, ai 155 di quelli tedeschi ed ai 144 di quelli spagnoli. Se aggiungiamo che le piccole squadre generano soltanto il 7 % del valore e che la C, un vero e proprio bagno di sangue, è in passivo di 60 milioni, ecco spiegato la perdurante differenza con gli altri paesi del continente.

Biglietti e stadi. Punto dolente, forse il maggiore, è quello della impiantistica sportiva; nel nostro paese l’età media degli stadi è di oltre 60 anni, e gli impianti nuovi, in grado di generare fatturato anche nei giorni feriali, si contano sulle dita di una mano: lo Juventus Stadium, quelli di Udine e Frosinone ed il Mapei Stadium di Reggio Emilia, cui si aggiungerà tra poche settimane il restyling dell’“Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo. Pochi, troppo pochi, se consideriamo che la sola Turchia, nello stesso periodo, ne ha costruiti 24. Nonostante l’età avanzata e le cattive condizioni di molti impianti, sorprende l’aumento degli incassi che derivano dalla vendita dei biglietti; in totale hanno regalato alle società 588 milioni, con una crescita addirittura in doppia cifra (22,4 %). E non aumentano solo i ricavi, ma anche gli spettatori: la media partita registrata nella stagione 2017/18 è la più alta degli ultimi 8 anni sia per quanto riguarda la massima serie (23.848) che la cadetteria (7.541). Numeri, tra l’altro, che possono crescere ancor più tenendo conto che il tasso di riempimento dei nostristadi è soltanto del 55 %.

Le donne. Mentre impazzano le polemiche sul professionismo per il calcio femminile, è certificata la crescita del calcio in rosa. Nell’ultimo decennio le tesserate sono passate da 18.854 a 25.896, un trend che continuerà visto le tante bambine che ora cominciano.
 

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