Il presidio
Biglietti non autorizzati E chi ha speso 8.000 dollari resta fuori dai cancelli...
LONDRA. Una dopo l’altra. povera Wimbledon. Non bastavano i giocatori che imprecano, adesso arriva anche la grana-biglietti. Già, qualcosa di molto simile al bagarinaggio: alcuni spettatori dal portafoglio capiente non sono potuti entrare, nonostante un ingente esborso di denaro.
Sarebbero stati venduti diversi tagliandi non autorizzati da venditori di terze parti, e contro si è scagliata l’All England Lawn Tennis Club, cioè Wimbledon, che ha fatto, e vinto, un’ingiunzione contro alcune società che negoziavano biglietti non obbligazionari, accedendo alle zone di ospitalità. Questi ultimi tagliandi sono gli unici che Wimbledon autorizza per la rivendita dei propri biglietti. Invece queste altre società, attraverso delle, aste di beneficenza, avevano rivenduto i biglietti con grande profitto. Almeno duecento persone, ieri, non hanno potuto assistere alle partite degli ottavi di finale: i soldi torneranno indietro, ma vuoi mettere lo scorno di essere respinti ai sacri cancelli. C’è chi dall’America aveva speso 8000 dollari per volo, albergo e ingresso: niente da fare. Le regole del torneo prevedono che gli unici biglietti che possono essere liberamente scambiati sono biglietti obbligazionari, venduti su siti di ticketing secondari. Gli altri possono essere acquistati solo tramite il ballottaggio pubblico, il Ticketmaster o gli agenti autorizzati. Oltre a questo, resta la famosa coda. Gli avvocati di Wimbledon hanno scritto direttamente alle persone interessate confermando di aver avviato un’azione legale nei confronti di coloro, coinvolti in una vendita non autorizzata di biglietti non regolari. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google