Wimbledon, quando il tennis oltre il gioco diventa lotteria
Criteri soggettivi per comporre il tabellone e un sacco di usanze tutte sue. Dal falco che terrorizza i piccioni, alla pallina solo gialla per esigenze televisive
LONDRA. E’ il giorno di Wimbledon, il torneo dei tornei, Non solo tennis, ma storia, regole, tradizione..
ABITUDINI. Il Centre Court viene utilizzato solo per il torneo, ma ha ospitato anche l’Olimpiade del 2012. I vincitori del singolare maschile ricevono in campo la coppa d’argento originale, coi nomi di tutti i presenti campioni, alta 47 centimetri e del diametro di 19, ma la restituiscono al Club, in cambio di una replica di 3/4 più piccola; le vincitrici vengono premiate con il «Venus Rosewater Dish», un piatto d’argento decorato con figure mitologiche del diametro di 48 centimetri, ma anche loro ricevono in realtà una replica più piccola, con incisi i nomi delle precedenti campionesse. Le giocatrici vengono chiamate dall’arbitro come «Miss» o «Mrs» durante il gioco, i giocatori vengono indicati con il cognome.
ESCLUSIVITÀ. Le teste di serie vengono definite secondo criteri assolutamente soggettivi da parte del circolo, bypassando la classifica che invece viene pedissequamente applicata in tutti gli altri tornei. Da quest’anno, al quinto set si disputerà un tie-break tradizionale, ma non sul 6-6 bensì sul 12-12. La programmazione prevede il «Manic Monday», la giornata più impegnativa del torneo con tutti i match degli ottavi di singolare maschile e femminile.
TRADIZIONE. Fino al 2003, i giocatori, al loro ingresso, erano tenuti ad inchinarsi guardando il Royal Box. La tradizione è vincolata ora alla presenza del principe di Galles e della Regina. A Wimbledon non ci sono piccioni: la mattina e poi poco prima del via del partite un falcone viene lasciato libero, terrorizzando gli altri volatili. Ai Championships, bisogna provare le famose fragole con panna.
BIGLIETTI. Fin dal 1924, ad inizio anno è stata istituita una lotteria per acquisire il diritto di acquistare gli agognati biglietti per il torneo. Ci sono poi i debenturs, praticamente dei pass quinquennali per il Centre Court che, a differenza di tutti gli altri biglietti, possono essere legalmente rivenduti a cifre pazzesche. Addirittura, per il 2015-2020 i debentures sono stati venduti a 50.000 sterline e già nell’aprile del 2018 venivano rivenduti a 123.000!
BIG FOUR. Dal 2003 nessuno ha vinto Wimbledon al di fuori dei «Fab Four», Roger Federer, Rafael Nadal, Andy Murray e Novak Djokovic, da quando nel 2002, l’australiano Lleyton Hewitt, superò in finale l’argentino David Nalbandian in tre set. Sei sono stati invece I finalisti diversi dai «Magnifici Quattro», con Andy Roddick più presente, con tre, unico a strappare un set ai migliori nelle finali di Wimbledon.
ERBA. Wimbledon, che è stato trasmesso in diretta per la prima volta dalla BBC il 21 giugno 1937, è l’unico dei quattro tornei dello Slam a disputarsi ancora sull’erba (100% perennial ryegrass, tagliata a 8 millimetri), dopo che gli Us Open hanno abbandonato il verde del 1975 e gli Australian Open nel 1988. Dal 2015 si disputa non più due, ma tre settimane dopo il Roland Garros.
REGOLE. Per tradizione, concede un giorno di riposo la domenica di mezzo «middle sunday», anche se, per recuperare il programma boicottato dalla pioggia la tradizione è stata più volte disattesa. Il mitico Centre Court - 15mila posti - è dotato dal 2009 di un tetto retrattile, che può ospitare le partite solo fino alle 23, per un accordo con la popolazione locale (accordo disatteso nel 2012, quando Murray superò Baghdatis alle 23.02).
COLORI. I colori dominanti a bordo campo sono il verde e il viola, quelli tradizionali del torneo. È l’unico torneo dove l’unico sponsor visibile sui campi è Rolex (dal 1978), con il cronometro, e i giocatori devono vestire rigorosamente, prevalentemente, di bianco. Nel 2013, il campione uscente, Federer, che per tradizione apre il torneo successivo sul Centre Court il lunedì, dovette cambiare le scarpe perchè avevano la suola gialla. Giallo, come il colore della palla di gioco che, dal 1986, per migliorare la visibilità televisiva ha sostituito quella tradizionale bianca.
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