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Gli pneumatici Pirelli, una variante che continua a condizionare le gare

Cristiano Marcacci
Un pit stop della Ferrari in Francia
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Un pit stop della Ferrari in Francia

A Le Castellet la temperatura dell'asfalto è arrivata a toccare i 54 gradi

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In tanti hanno ribattezzato il campionato di quest'anno "Formula Noia", a causa del dominio, per ora, incontrastato delle Mercedes. Vale la pena, però, di scendere nei particolari per quanto riguarda le gomme Pirelli e l'impatto che queste hanno sulla gara e sui risultati.

Temperature dell'asfalto fino a 54 gradi hanno caratterizzato, ad esempio, il Gran Premio di Francia. In queste condizioni meteo estreme, molti piloti - tra cui sei nei primi sette - hanno scelto una strategia a una sosta medium-hard. Sebastian Vettel, 5° al traguardo, si è fermato per il secondo pit stop a due giri dalla fine, montando pneumatici soft per firmare il giro veloce in gara e ottenere il punto extra da regolamento. Con i livelli di usura e degrado previsti con le temperature elevate dell'ultimo fine settimana, tutti i piloti - tranne sette - son partiti su pneumatici medium. Una strategia a una sosta è stata possibile anche per chi è partito su soft, come ha dimostrato Pierre Gasly (Red Bull).

Un'occhiata anche alle velocità extra delle monoposto attuali: a metà gara, Valtteri Bottas (Mercedes) ha migliorato il giro veloce in gara dello scorso anno, ottenuto con supersoft, nonostante un maggiore carico di carburante e pneumatici più duri (la mescola C2 2019 equivale infatti alla medium 2018). Strategia alternativa per alcuni piloti che hanno scelto di partire con pneumatici hard: tra questi Lance Stroll, autore di un primo stint lunghissimo di 39 giri su questa mescola, prima di usare i pneumatici medium per l’ultima parte di gara. Il punto extra per il giro veloce è stato ottenuto da Sebastian Vettel, fermatosi per montare i pneumatici soft a due giri dalla fine. Il nuovo record del circuito Paul Ricard firmato dal ferrarista è di 1'32"740, di un soffio più veloce del secondo, ottenuto da Hamilton su C2 hard usate.

"Il Gran premio di Francia - spiega Mario Isola, responsabile Car Racing di Pirelli - ha dimostrato tutte le potenzialità delle monoposto attuali, più veloci e prestazionali rispetto al 2018, con temperature asfalto tra le più alte registrate finora in questa stagione. La maggior parte dei piloti ha scelto una strategia medium-hard, la stessa che avevamo indicato quale la migliore per questa gara. Nonostante le temperature asfalto davvero elevate e la pista in continua evoluzione durante tutto il fine settimana, le prestazioni dei pneumatici sono state molto buone. Adesso ci prepariamo per l’Austria, primo back to back della stagione".
 

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