L’INUTILE AGONIA fino A DOMANI SERA
Un castigo crudele, quello di dover attendere due giorni la mannaia che ucciderà speranze di cui si è già celebrato il funerale. Domani a Cesena andrà in scena il delitto perfetto: pareggino concordato e più o meno sceneggiato. Poi sette punti a testa: Francia e Romania avanti a braccetto.
Se c’era da scegliere un modo terribile per uscire, ci siamo andati molto vicini. È mancato, mancherà un punto, quello di un agevole pari contro la comunque battibile Polonia. Sappiamo come è andata: l’Italia ha perso una sfida nel mezzo del cammino di questo torneo dopo aver stravinto dando spettacolo quella che a torto è stata ritenuta “la madre di tutte le partite” con l’Invincibile Spagna. Un errore di approccio, subito dimenticato ma letale. Proprio per questo, al di là del rammarico per un’occasione perduta, è il caso adesso di gettare il bambino con l’acqua sporca? In questo gruppo c’erano sei giocatori della Nazionale maggiore e altri che presto si uniranno al piano di sopra con i ragazzi di Mancini. Abbiamo fino a pochi giorni fa, anche giustamente, lodato lo spirito del bel gioco come mezzo principe per arrivare a grandi risultati, la volontà dei nostri ct di privilegiare questa “educazione” all’eleganza. E ora che facciamo, dietrofront totale per una partita in malora? Perché di quello si tratta. A casa non avevamo lasciato fenomeni, il futuro passa da questi ragazzi. Alcuni da riprendere severamente per gli eccessi di simulazioni o per falli assolutamente sciocchi come quelli di Federico Chiesa, senza scordare le leggerezze comportamentali di Kean e Zaniolo. Ma anche in momenti di solenne incazzatura sportiva non dobbiamo perdere di vista il percorso verso la rinascita del nostro calcio. Non abbiamo alternative. —
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