«Inter pazza, ma Conte gran colpo. Milan incognita»
Mister, a un certo punto quest’anno sembrava che l’Inter potesse avere un finale di stagione tranquillo e un piazzamento Champions sicuro. Invece poi c’è stato il solito finale thrilling...
«L’ho detto e lo ripeto: l’Inter ha la pazzia scritta nel suo Dna. Non è una società razionale, come la Juve o il Milan. È una realtà che vive di emozioni, di ribaltoni e di follie. Ma quest’anno sono stati evidenti gli errori della dirigenza. Sin dal caso Perisic, costretto a rimanere quando sarebbe stato più opportuno venderlo. Un compromesso che ha scontentato tutti. Il caso Icardi è ancora più clamoroso non solo perché parliamo del giocatore simbolo, ma perché lui non aveva responsabilità. Non si può dare la colpa a lui delle castronerie della moglie. Sul campo si è comportato da professionista. Se la moglie scrive su Twitter non puoi punire il calciatore, per di più umiliandolo e portandogli via la fascia di capitano. Sono state scelte inopportune, come inopportuno è stato l’ingresso in società di Marotta. O meglio: la mossa è giusta, e nel lungo periodo potrà portare quella razionalità che tanto manca all’ambiente nerazzurro. Ma lui è entrato come un elefante in cristalleria, perché di colpo una squadra “fantasiosa”, con le sue tipiche stravaganze, si è ritrovata sotto a un sergente di ferro. Non dimentichiamo anche la gestione di Nainggolan. E ha sbagliato pure Spalletti nell’avallare le decisioni della dirigenza: non avrebbe dovuto consentire a Marotta di interferire con la rosa a sua disposizione. Così l’Inter dal sogno del secondo posto si è ritrovata con l’incubo del mancato piazzamento in Champions. La ciliegina sulla torta dell’autolesionismo è stata la notizia di Conte come futuro allenatore, quando ancora mancavano partite decisive. Ma è un colpo da applausi. Conte è nettamente il migliore allenatore italiano. Ed è diverso da tutti gli altri per la sua capacità di ottenere il meglio da qualsiasi giocatore. Ha cioè la capacità di elevare il valore complessivo di una squadra: se l’organico è da 7, la squadra renderà da 8. Lo dico a giugno: la Juve si ritroverà l’Inter tra le scatole fino al prossimo maggio. Il lavoro di Spalletti è stato positivo, ha riportato la squadra in Champions per due anni di fila. Ma ora serve qualcuno che non assecondi le fantasie dei calciatori e che badi alla concretezza. Conte è perfetto».
L’altra sponda di Milano non sembra condividere lo stesso entusiasmo dei cugini. Il trio “Gattuso-Leonardo-Maldini” è durato solo pochi mesi...
«È un peccato perché la formula poteva funzionare. I due dirigenti a smussare gli spigoli del tecnico con il loro aplomb, e l’allenatore sì “ruvido” nei modi e nelle dichiarazioni, ma comunque capace di far giocare un calcio elegante e geometrico alla sua squadra. Ma come si fa a valutare la stagione del Milan? Il rammarico è quello di essere stati di fronte a un’eterna incompiuta. Prima i dubbi sulla stabilità societaria, poi la sequela infinita di infortuni, infine il caso Higuain, la più grande delusione del campionato se parliamo di singoli. Eppure a mezz’ora dalla fine del torneo il Milan era comunque con un piede in Champions League. Per questo credo che la cosa che a Gattuso non sia proprio andata giù è stata la mancanza di considerazione dopo un anno complicato. Così ha rotto il silenzio e in quella che è stata la sua ultima decisione da allenatore rossonero ha dato una lezione a tutti, uscendo a testa altissima non solo sul campo, ma anche come uomo» . —
Giorgio Carlini
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