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«L’attaccamento dei tifosi è il vero successo dell’Empoli»

David Biuzzi
«L’attaccamento dei tifosi è il vero successo dell’Empoli»

II presidente dell’Unione club Athos Bagnoli torna alla notte di San Siro:«Ce la siamo giocata tutti insieme fino alla fine ed è da qui che bisogna ripartire»

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EMPOLI. Brucia ancora. Sì. A una settimana di distanza la notte di San Siro fa ancora male. Eppure nascosti nei reticoli della retrocessione ci sono anche i semi per far sbocciare un nuovo Empoli.

Primo fra tutti l’ambiente ce, nell’ultimo mese, ha portato la squadra dal baratro a un centimetro dalla straordinaria impresa. E che non l’ha abbandonata neanche dopo, visto che alle 4 del mattino, al Castellani, gli azzurri sono stati comunque salutati dagli applausi. Un cambio di scenario totale rispetto a quanto accadde due anni fa, dopo lo psico-dramma (sportivo) di Palermo. «Sì, è stata ed è tutta un’altra storia – sottolinea Athos Bagnoli, presidente dell’Unione club azzurri – l’attaccamento dimostrato dai tifosi dell’Empoli è stato un vero, grande successo. Enorme. Non è bastato per salvarsi, è vero, ma chiunque abbia a cuore questi colori sa benissimo che retrocedere dalla Serie A all’ultimo secondo dell’ultima giornata può starci. L’importante è giocarsela. E mai come stavolta l’Empoli e gli empolesi se la sono giocato fino alla fine».

In effetti anche la squadra ha dimostrato un attaccamento alla maglia non comune...

«È vero. Un mese fa eravamo già andati e, soprattutto, depressi, delusi. Poi è cambiato tutto».

Ma cosa è cambiato?

«I meriti principali sono senz’altro di Andreazzoli, l’ho sempre detto. Lui ha capito la città e la sua gente, l’ha vissuta ed è stato determinante per riaccende l’ambiente. Non come certi grandi professionisti arrivati qua...».

Polemico?

«In parte. D’altronde è stato il presidente Corsi il primo a dire che dobbiamo tornare a fare l’Empoli. A mio avviso cercare di portare più professionalità non guasta, ma l’importante è non scordarsi mai chi siamo e da dove veniamo».

L’idea di fondo, cioè, era giusta?

«Tutto sommato penso di sì. Ma è stato sbagliato il modo di attuarla. Cercare di migliorarsi va bene ma non puoi buttare via anche quello che di buono già c’è. Che serva da lezione, certi errori non devono essere ripetuti».

E ora c’è da ripartire.

«Noi tifosi siamo pronti. Andare in più di mille a San Siro racconta bene quanto amore ci sia oggi per l’Empoli. Anche l’idea del presidente di provare a ripartire da persone come Andreazzoli e Caputo è quella giusta. Sappiamo che non sarà facile ma ci speriamo».

In definitiva, passata una settimana, a lei cosa resta della notte di San Siro?

«Sicuramente la delusione. Inutile negarlo, tutti noi volevamo un esito diverso, ci mancherebbe. Però non è da sola. C’è anche l’orgoglio di aver visto una squadra dare tutto, fino all’ultimo secondo, e mettere paura all’Inter e a mezza Italia, c’è la gioia di un ambiente ritrovato, di un pubblico che c’era anche in una trasferta scomoda e che tutti sapevano potesse andar male. Non è poco. Da questo punto di vista, insomma, l’Empoli non è retrocesso».

E nel frattempo Athos Bagnoli è diventato anche un membro del nuovo consiglio comunale...

«Già, una nuova avventura da affrontare. Intanto ringrazio chi mi ha scelto, chi ha espresso la sua preferenza per me, poi vedremo cosa succederà».

Porterà un tocco d’azzurro in consiglio?

«Quello che c’è. Il popolo di Empoli all’Empoli vuole un gran bene».
 

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