Sicurezza
Casa del popolo Spazzavento vola in Seconda Categoria
La formazione di Pistoia è riuscita ad entrare all’ultimo tuffo nella zona playoff. Breschi: «Il nostro carattere ha fatto la differenza quando contava davvero»
PISTOIA. Le soddisfazioni migliori sono quelle inattese. Il senso della gioia della Casa del Popolo di Spazzavento, neopromossa in Seconda categoria dopo l’insperata vittoria ai play-off, è tutto nel gusto inaspettato di un trionfo. Il successo è arrivato al termine di una lunga storia certo non priva di difficoltà e di una storia che parte da lontano. L’attività iniziò nel 1966 con un settore giovanile più che dignitoso cessato negli anni ’90 e, dopo tanti anni di Uisp, cinque stagioni fa ci fu l’iscrizione alla Terza categoria.
«Siamo sempre cresciuti negli anni -spiega lo storico direttore sportivo, Gastone Breschi - Quello di quest’anno è un trionfo sudato e voluto fortemente. A settembre pensavamo di poter lottare per la parte alta della classifica e così abbiamo fatto». In effetti a Spazzavento non manca la giusta passione per fare le cose per bene con poche risorse ma col giusto spirito. Proprio l’atteggiamento societario ha fatto la differenza nell’ultima annata in cui le cose non sembravano mettersi al meglio.
Ancora Breschi: «Siamo partiti con sei vittorie consecutive, guadagnando la vetta. Il cammino, poi, si è rallentato a causa di infortuni e squalifiche. Sul finire della stagione regolare sembrava impossibile guadagnare i play-off, con i Giovani Via Nova che stavano tenendo un ritmo alto solcando la fatidica forbice di dieci punti tra noi e loro. Abbiamo avuto il coraggio di crederci, raggiungendo l’obiettivo all’ultimo tuffo e giocando gli spareggi da terzi classificati. In pochi ci credevano, ma alla fine è venuto fuori il nostro carattere che ha fatto la differenza quando contava».
Il goal che ha permesso di agguantare gli spareggi lo ha segnato Cristiano Anabasi: potrebbe non essere un caso. Breschi spiega il perché: «Lui non è solo un giocatore, ci aiuta molto in società. Il nostro movimento si tiene in piedi grazie anche a queste persone come lo zoccolo duro in campo costituito dagli storici Alessio Pisaneschi, Gabriele Fondi e Giacomo Breschi che sono con noi da molto tempo e si sono legati a un gruppo di ragazzi favolosi. Senza dimenticare il mister, Massimiliano Arcangioli, e il suo vice Emanuele Galeotti, un'ex giocatore rimasto nello staff tecnico. Ma tanto merito va anche ai dirigenti Cascini Luca, Bartoletti Giacomo, Branchetti Francesco e al mitico guardalinee Matucci Michele. Per ultimo tengo un nome di grande prestigio come quello di Mauro Bindi: un onore avere a che fare con un massaggiatore come lui che ha calcato ben altre categorie». Terminati i festeggiamenti che durano da un’intera settimana con cene e feste varie, c’è da progettare il futuro. Su questo, Breschi ha le idee chiare: «La Seconda categoria è difficile -dice- ma proveremo a farla nel migliore dei modi. L’obiettivo principale è quello di confermare l’intero gruppo, ma comprendiamo le necessità delle persone: non tutti potranno essere disponibili a pieno servizio per giocare la domenica. Proveremo, quindi, a rintuzzare la rosa come meglio potremo. Abbiamo da offrire molto sotto l’aspetto dell’ambiente: chi viene a Spazzavento trova un clima sereno e familiare». Il nome della società, d'altronde, si porta dietro lo spirito positivo di altri tempi, in cui le persone vengono prima di tutto: un dettaglio di valore per chi ama il calcio di periferia. —
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