Il presidio
Febbre da Mugello, in Toscana il Motomondiale al bivio
Tutti contro Marquez, in particolare le Ducati e Valentino Rossi
Ci siamo. Quei pazzi scatenati della MotoGp arrivano in Toscana. Nel prossimo fine settimana, dal 31 maggio al 2 giugno, il circuito del Mugello a Scarperia (in provincia di Firenze), di proprietà della Ferrari, ospiterà la prima tappa del Motomondiale (l’altra sarà a Misano Adriatico a settembre). Tutti contro Marc Marquez, il campione del mondo in carica della Honda che a Le Mans ha dominato e si è ripreso la leadership provvisoria della classifica. Cercheranno di sbarrargli la strada sia Valentino Rossi, con una marcia in più grazie al calore e all’entusiasmo del suo popolo in giallo, che soprattutto Andrea Dovizioso con la Ducati e Alex Rins con la Suzuki.
Il Mugello, inoltre, non porta molta fortuna al pluricampione spagnolo. In Toscana, infatti, Marquez ha conquistato solo tre vittorie (nella classe 125 nel 2010, in Moto2 nel 2011 e in MotoGp nel 2014), a cui si aggiunge un secondo posto nel 2016.
Quella in terra toscana è una gara attesissima. La pista è infatti una delle più tecniche e difficili di tutto il circus. Emozioni e brividi lunghi ben 5.245 metri e articolati attraverso 15 curve, tutte contraddistinte da un alto tasso di difficoltà. È uno dei tracciati più veloci del calendario e mette a dura prova le gomme a causa delle curve veloci, dei cambi di pendenza, delle frenate brusche e del fatto che le temperature dell’asfalto possono variare molto: basse soprattutto la mattina, molto alte nel corso del giorno. Inoltre, lo stesso asfalto è particolarmente abrasivo, e questo non facilita il grip. Da un lato la frenata brusca richiede una gomma anteriore forte e stabile, dall’altro le curve veloci impongono una buona stabilità al posteriore.
L’impianto di Scarperia fu inaugurato nel 1974, venendo poi acquistato, nel 1988, dalla Ferrari, che diede il via a una profonda opera di ristrutturazione, dotando l’autodromo di infrastrutture all’avanguardia e aggiornandolo di continuo, pur mantenendo inalterato il disegno della pista. Prima caratteristica saliente è il rettilineo dei box, lungo oltre un chilometro e in gran parte in leggera salita (Andrea Iannone, nel 2016 con la Ducati, raggiunse i 354,9 chilometri all’ora), con lo scollinamento poco prima della staccata della prima curva, la San Donato (la più lenta di tutta la pista), dove si entra in discesa e si esce in salita. Segue, ancora in leggera salita, la Luco, dalla quale si giunge al punto più elevato della pista, la curva a destra Poggio Secco. I piloti affrontano, quindi, un tratto rettilineo che porta alla combinazione di media velocità sinistra-destra composta dalle curve Materassi e Borgo San Lorenzo, collegate da un altro breve rettilineo a uno dei punti più famosi del circuito toscano, la veloce “esse” allungata in discesa Casanova-Savelli. Non c’è respiro, poiché i piloti si trovano ad affrontare l’Arrabbiata 1 e 2, curvoni verso destra a pendenza variabile, nei quali non si vede l’uscita; inoltre, l’Arrabbiata 1 rappresenta il punto più basso della pista. Un altro allungo conduce verso una nuova combinazione, Scarperia-Palagio, due curve dal raggio abbastanza stretto, che portano i piloti verso il tornante in discesa, il Correntaio; uscire bene da questo tornante è importante, poiché i piloti si trovano proiettati verso un altro punto nodale del circuito, la velocissima chicane formata dalle due Biondetti; un altro breve rettilineo conduce all’ultima difficoltà, costituita dal lunghissimo curvone a sinistra in discesa, la Bucine, che riporta sul traguardo.
Stando ai gusti del pubblico, il Mugello è una delle location maggiormente preferite di tutto il Mondiale. Sono diverse le zone panoramiche da cui è possibile seguire la gara spingendo lo sguardo oltre il tratto di pista dove ci si è posizionati in tribuna o sul prato. Secondo quella che è una tradizione consolidata, anche quest’anno i tifosi tenderanno a “spartirsi” le varie aree del circuito a seconda delle preferenze per i rispettivi beniamini. Il “popolo in giallo”, i tifosi più agguerriti e più folcloristici di Rossi, si sistemeranno sul prato della “Poggio Secco”. La nota dolente sarà ancora una volta rappresentata dalla viabilità, in particolare quella che dal casello autostradale di Barberino conduce a Scarperia costeggiando il lago del Bilancino. Numerosi, in questi ultimi giorni, gli appelli per utilizzare il più possibile i treni, da Firenze fino a San Piero a Sieve (a tre chilometri da Scarperia) o fino a Borgo San Lorenzo (cinque km da Scarperia). Sia alla stazione di San Piero a Sieve sia a Borgo San Lorenzo ci sono poi i bus navetta che portano verso l’autodromo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
