Il presidio
Allegri finisce col muso «Ma ora voglio divertirmi»
GENOVA. Finisce con una sconfitta l’avventura di Max Allegri alla Juventus. Una formazione largamente rimaneggiata e con il terzo portiere Pinsoglio (non esente da colpe) a difendere i pali, quella schierata da Allegri.
Si chiude così con un successo la stagione della Sampdoria che grazie ad un ottimo secondo tempo sconfigge una Juventus 'B' e con le reti di Defrel e Caprari raggiunge quota 53 punti, uno meno di quelli della passata stagione. Con una squadra svagata, per Allegri arriva la secondo sconfitta al Ferraris dopo quella subita dal Genoa di Prandelli.
Si è deciso tutto negli ultimi 5’ di partita. Al 40' arriva il gol di Defrel che chiude una triangolazione con Gabbiadini. A chiudere la partita ci pensa Caprari direttamente su calcio di punizione che si era conquistato con uno slalom sino al limite. Al triplice fischio Sampdoria applaudita e cori dedicati per Giampaolo e Quagliarella mentre esplode da parte della Gradinata Sud una durissima contestazione nei confronti del presidente Ferrero.
«Abbiamo concluso 5 anni straordinari. Non sarà difficile fare meglio di me perché il prossimo allenatore troverà una squadra vincente, e che vuole ancora vincere». È un Max Allegri ai saluti quello che parla nel dopopartita di Sampdoria-Juve. «La Juventus può trionfare ancora in campionato - dice ancora il tecnico - e l'anno prossimo potrà andare bene anche in Champions: a noi è andata male per gli infortuni nei momenti decisivi».
Quanto al futuro, Allegri non lo vivrà come un'ossessione: «L'ambizione è di tornare a lavorare quando ci sarà l'opportunità, altrimenti starò un anno fermo. Voglio scegliere un posto dove mi diverto - sottolinea - e posso fare risultato».
La vittoria regala a Marco Giampaolo l'ovazione dello stadio per quella che potrebbe essere stata la sua ultima gara alla guida dei blucerchiati dopo tre stagioni. «Il saluto era doveroso - ha dichiarato Giampaolo - Il nostro pubblico ci ha sempre sostenuto senza mai una polemica né un fischio. Mi sembrava giusto ringraziarli anche se non sono un allenatore plateale in questo senso. Era il mio umile modo di ringraziarli per il loro attaccamento. Un saluto che esula da qualsiasi tipo di decisione prenderemo».
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