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Ritrovo e cena amarcord per gli aironi del Montecatini che nel 2016 sfiorarono la C

Roberto Grazzini
Cena amarcord dei giocatori del Montecatini calcio che nel 2016 arrivarono in semifinale playoff di serie D
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Cena amarcord dei giocatori del Montecatini calcio che nel 2016 arrivarono in semifinale playoff di serie D

L’albergatore Walter Iozzelli ha organizzato con Pollastrini  all’albergo Cavallotti la conviviale per omaggiare il dream team che ha fatto sognare i termali

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MONTECATINI. «Ed allora, come diceva la nostra canzone, brindo a chi come me, se sentirà per sempre un po’ n’airone». Su questi versi in prosa scritti da Valerio Giordani, l’arcigno mastino di Anzio, un po’ stopper ed un po’ poeta, si è chiuso l’amarcord di quel Montecatini che, nel maggio del 2016, arrivò sorprendentemente secondo in serie D, perdendo poi lo spareggio playoff col Gavorrano. Un dream team spettacolare che riportò sui gradoni dello stadio “Mariotti” il pubblico dei favolosi anni 70, sull’onda dell’entusiasmo del ritorno in Quarta Serie conquistato la stagione precedente. A riunire gli aironi (simbolo del sodalizio biancoceleste) di allora ci ha pensato uno sportivo speciale come Walter Iozzelli, albergatore amante del bel gioco e discreta mezzala non velocissima che ha organizzato all’ hotel Cavallotti in collaborazione con Ennio Pollastrini, il “Mazarino” della scrivania e direttore sportivo di quei tempi dei termali, una cena per rendere omaggio a chi svegliò dal letargico torpore agonistico gli sportivi “bagnaioli”.

Nessuno ha voluto mancare a cominciare dallo “special one”, Giovanni Maneschi da Cascina, furbo condottiero, amato dalle folle e dai giocatori. Agli ordini del capitano Lorenzo Vettori, bagnaiolo doc ma attualmente fiorentino d’adozione, la convocazione è stata diramata e rispettata. Lo scarsicrinito bomber Santini, il folletto di Bagno a Ripoli, è venuto giù da Alessandria e via via alla spicciolata sono arrivati Niccolò Chiaramonti (gol a grappolo col Montignoso), Elia Papini (fermo x infortunio), Andrea Giusti (guardiano della porta del San Donato Tavarnelli), Jacopo Marchetti (era alPonte Buggianese), Lorenzo Tafi (tornato nella sua Poggibonsi), Damiano Mitra (bomber del Badesse), Simone Michelotti (di stanza al Sangimignano), il duo ponsacchino Matteo Caciagli (lucido cervello) e Gregorio Mazzanti (fisicità e tecnica), Roberto Di Vito e Tommaso Gialdini (uomini della mediana dell’Aglianese), e Tommaso Dal Bino (grande annata al Fucecchio) e Simone Orsatti. Le uniche defezioni giustificate quelle del gaucho triste Franco Ferrari, in ritiro col Piacenza e del vice allenatore Lorenzo Cavallaro, in forza al Parma mentre il labronico Francesco Gelli (Albino Leffe) fa sapere, in diretta, fra un coro di risate, di aver perso il treno.

Quindi il fedelissimo Nicola Bonizio, cuore (e braccia ) al servizio della causa montecatinese, l’avvocato Mannini visibilmente emozionato, il segretario Dianda, il “masseur” Sterlino, il preparatore dei portieri Gianni “Giaguaro” Capocchia. Dopo cena e brindisi la passeggiata verso il centro con Maneschi davanti a tutti, a prendere un caffè. E l'arrivederci alla prossima .La fredda notte di un volubile maggio sembra meno malinconica. —
 

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