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La “scampagnata” di Hamilton, Ferrari a livelli imbarazzanti

Cristiano Marcacci
La “scampagnata” di Hamilton, Ferrari a livelli imbarazzanti

La Mercedes centra la quinta doppietta consecutiva le Rosse fuori dal podio dopo una gara priva di emozioni

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montmelò (spagna). Imbarazzante. È l’aggettivo che si staglia al tramonto sul circuito spagnolo che ha ospitato la quinta prova del Mondiale di Formula uno. È imbarazzante la posizione di Liberty Media, la società americana proprietaria del circus che continua a chiedere agli sponsor centinaia e centinaia di milioni di dollari in nome di uno spettacolo che non c’è e che stenta a concretizzarsi. È diventato imbarazzante lo strapotere della Mercedes, quanto la facilità con cui il team anglo-tedesco di Toto Wolff riesce a marchiare a fuoco con il proprio timbro le gare. Ed imbarazzante è la capacità di difesa e di reazione da parte della Ferrari, inghiottita da un vortice di delusioni e amarezze che rischia di farla precipitare in un’annata di completo anonimato, oltreché in una stagione che potrebbe finire con larghissimo anticipo. Nonostante proprio sul circuito spagnolo le Rosse avessero incantato durante i test invernali, per tutto il weekend il team di Maranello ha incontrato una difficoltà dietro l’altra, non riuscendo mai ad avvicinarsi al livello di competitività delle Frecce d’argento.

Se da un lato la Rossa arrossisce sempre di più, dall’altro la Mercedes arricchisce ulteriormente il proprio guardaroba, passando di cappotto in cappotto. Ha ragione il campione del mondo in carica Lewis Hamilton, dominatore ieri a Barcellona, quando afferma: «Stiamo scrivendo la storia». Per tanti appassionati è una storia di noia e monotonia (succede quasi sempre quando la Ferrari non vince e non è competitiva), ma è comunque storia. E come tale va assolutamente rispettata.

A proposito di storia, è doveroso un inchino di fronte alle cinque doppiette consecutive della Mercedes. Stavolta è Hamilton a firmare d’autorità e di prepotenza l’allungamento della “cantilena”, trionfando davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas e riprendendosi la leadership della classifica provvisoria (112 punti contro 105).

I colpi di sonno degli spettatori sono cominciati quasi subito. Perché la cronaca del Gran premio si è praticamente fermata alla prima curva, con Hamilton che riesce a “bruciare” il compagno di squadra e “poleman” portandosi al comando senza più mollarlo fino alla fine. L'unico scossone, se vogliamo chiamarlo così, c’è stato solo a venti giri dalla fine, ed è arrivato dalla Safety car entrata in pista dopo un incidente. Anche la ripartenza, però, non ha fatto altro che certificare il monologo tedesco e l'impotenza degli avversari. Vettel ha provato nel piazzare il guizzo vincente al via, ma ha rischiato seriamente la collisione con Leclerc e Verstappen, ottenendo l’effetto esattamente opposto, quello di perdere anche la terza posizione, a vantaggio dello stesso olandese al volante della Red Bull.

Nemmeno le strategie dei pit-stop invertono il trend e ostacolano la lunga “scampagnata” delle Mercedes. E nemmeno il regime di Safety car agevola la Ferrari, dal momento che Vettel rimane dietro a Verstappen, il cui podio non è mai a rischio. Dai festeggiamenti finali gli alfieri del Cavallino rimangono fuori e anche dalla classifica del Mondiale piloti non arrivano buone notizie: Vettel esce dal terzetto al comando, sopravanzato di due punti da Verstappen.

Si torna dunque al lavoro in quel di Maranello. In cerca di modifiche e aggiornamenti risolutori. In vista del prossimo Gran premio, il 26 maggio, domenica in cui si correrà a Montecarlo. Sarebbe bello veder trionfare il principino di casa vestito di rosso (ossia Charles Lecrerc), ma la realtà è ancora distante dal sogno. E nel mezzo c’è la Mercedes. —

Cristiano Marcacci

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