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la sfida al “franchi” 

Dalla Fiorentina nessun segnale di risveglio Calhanoglu tiene aperta la porta Champions

Nicola Stefanini
Dalla Fiorentina nessun segnale di risveglio Calhanoglu tiene aperta la porta Champions

Il Milan passa con merito sulla Viola nel caos delle contestazioni, e la squadra di Montella non è ancora salva

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Un gol di Calhanoglu al “Franchi” consegna tre punti sofferti ma meritati al Milan che può così blindare la sua posizione in ottica Europa League e tenere ancora aperta la speranza di afferrare al volo il treno per la Champions. La Fiorentina invece esce ancora una volta fra i fischi e deve dormire con i brividi perché non è ancora aritmeticamente salva.

Nel giorno della lettera aperta di Diego Della Valle che bacchetta i tifosi per le contestazioni alla proprietà; nel giorno del flash mob di protesta dei tifosi davanti ai negozi dei Della Valle in centro a Firenze; nel giorno che la Viola è chiamata a dare almeno segnali di vita – se non proprio di orgoglio – e conquistare quel punticino che vale la salvezza aritmetica, la partita con il Milan si apre col “Franchi” muto e la curva Fiesole semivuota. E la partita che i viola mettono in scena nel primo tempo è forse ancora più imbarazzante di tutte le vicende che l’hanno preceduta nelle ultime ore.

Muriel illude al 4’ impegnando Donnarumma, poi è un monologo del Milan con gli uomini di Montella che appaiono svuotati e in pieno stato confusionale. Chi trotterella, chi sbaglia appoggi da scuola calcio, chi sembra lì in campo per caso, e allora il Milan giocando un calcio semplice e senza fare nulla di trascendentale, prende campo e comincia a bersagliare la porta di Lafont. Il giovane portiere francese (sicuramente il migliore dei viola) si oppone con grande bravura a Suso che spara a colpo sicuro da due passi, poi si ripete su Calhanoglu, ma al 35’ deve capitolare. Rossoneri che arrivano ripetutamente al cross quasi senza trovare opposizione, all’ennesimo tentativo Calhanoglu può spizzare di testa in mezzo alla immobile e basita difesa viola e insaccare sul palo lontano. La reazione della Fiorentina è impalpabile e il duplice fischio di Mariani arriva come una liberazione per Montella, che continua a sgolarsi ma che nessuno dei suoi sembra sentire.

Si riparte con la Viola leggermente più vivace e con la curva Fiesole che, sospesa la protesta, si riempie e prova a trascinare la squadra di Montella. Mirallas si divora il pari al 54’ sparando addosso a Donnarumma. Al 63’ è Kessie che rischia l’autogol con una deviazione che costringe Donnarumma a un mezzo miracolo. Girandola di cambi in pochi minuti, poi al 75’ è Chiesa ad arrivare da solo davanti alla porta e a farsi ipnotizzare da Donnarumma. Ora la Fiorentina, che ha in campo quattro punte (c’è anche Vlahovic), sembra crederci e si fa vedere con insistenza in attacco. Le conclusioni però sono poco precise o si infrangono sulla retroguardia rossonera. Il Milan cerca di gestire il vantaggio ma non manovra più con la scioltezza mostrata nei primi 45 minuti e anche i tentativi di ripartenza non sono quasi mai brillanti. I rossoneri però si chiudono bene a presidio della loro metà campo e arginano la Fiorentina senza rischiare più di tanto.

Si scivola così verso un finale che vede la Fiorentina protesa in un serrate più convulso che pericoloso, e dopo 5 minuti di recupero i rossoneri possono festeggiare. —

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