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Quando Leo Messi a 14 anni rivelò tutto il suo talento a Pisa

Antonio Scuglia

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pisa. Nella semifinale d’andata di Champions League ha terrorizzatola difesa del Liverpool e stasera è intenzionato a fare il bis. Ma la favola di Lionel Messi, stella del Barcellona, ha anche un’origine toscana. Perché quando aveva 14 anni e i catalani lo avevano preso in prova dal Newell’s Old Boys di Rosario, in Argentina, fu all’Arena Garibaldi di Pisa che svelò all’Europa il suo talento.

Era il 2002 e si giocava la finale del Trofeo Maestrelli, un galà del calcio giovanile. Nel corso del torneo caddero una dietro l’altra Milan, Ajax e Juventus e in finale il Barça affrontava il Parma, schierando un piccoletto col numero 14 sulla fascia sinistra. Era Leo Messi: «Si muoveva già come un fenomeno, non c’era bisogno di osservatori per capire che quel ragazzino aveva numeri da fuori categoria» avrebbe raccontato dieci anni dopo al Tirreno Enzo Banti, organizzatore del “Maestrelli”. Il Barcellona vinse 2-0 e Messi regalò spettacolo e un assist, oltre a prendersi una lunga serie di calcioni che già allora erano l’unico modo di fermarlo.

E alla fine fu premiato al centro del campo come miglior giocatore del torneo. Di quella sua prestazione esiste un video, reperibile all’indirizzo: www.youtube.com/ watch?v=gJB5Q1xRr5s.

Per quel ragazzetto sparuto ma dotato di un talento cristallino fu forse la svolta della vita. Perché, fatta la doccia, fu chiamato da un dirigente della squadra catalana fuori dallo spogliatoio: gli comunicò che sarebbe entrato a far parte in pianta stabile della cantera blaugrana. Il piccolo Leo telefonò commosso in Argentina a mamma Celia e papà Jorge, per dar loro la bella notizia. Non solo lui fece carriera, partendo da quella spedizione pisana: in prima squadra arrivarono fra gli altri il compianto tecnico Tito Vilanova e altri ragazzini terribili come Piquè e Fabregas. —

Antonio Scuglia



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