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A Empoli c'è un "Drago" che vola. Atalanta, ecco la nostra Ajax
La vittoria all’Olimpico contro la Lazio avvicina l’Atalanta alla conquista di uno storico posto in Champions. E la Dea è anche in finale di Coppa Italia. Da 1 a 10 i voti al weekend sportivo
GIAN PIERO GASPERINI
(ATALANTA)
10 - Quarto in campionato a un punto dall’Inter, con la Champions (quasi) in tasca e la finale di Coppa Italia da giocare, il tecnico di Grugliasco sta portando a compimento l’ennesima impresa sportiva della sua carriera. Perché al di là dei risultati, la sua squadra gioca anche un gran calcio e, in un collettivo che danza in armonia, con lui sbocciano anche tanti campioni. Chissà perché, a parte una breve parentesi all’Inter, le "grandi"continuano a ignorarlo...
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MATTEO BERRETTINI
(TENNISTA)
9 - Il ragazzo romano continua a stupire, ma non gli si può chiedere di essere anche un ironman. Dopo aver vinto il torneo di Budapest una settimana fa, ieri mattina ha travolto il n° 24 del mondo Bautista Agut. Una doccia, un panino, un massaggino, ed è tornato in campo con Garin, che aveva giocato la semifinale sabato e ci aveva dormito su. Perso il primo set, vinto il secondo, ha ceduto solo nel tie-break. Ma il tennis non è la maratona, aveva finito la benzina.
BARTLOMIEJ DRAGOWSKI
(EMPOLI)
8 - Questo è un fenomeno. Il lungo e giovane portierone polacco, nazionale Under 21 e in prestito all’Empoli proprio dalla Fiorentina, dopo aver stoppato l’Atalanta con una serie infinita di 17 parate, ha alzato la serranda anche contro la "sua" Viola, tenendo vive le speranze di salvezza della società di Fabrizio Corsi. Molti gli interventi importanti, ma riguardatevi la parata su colpo di testa di Vlahovic. È qualcosa che va oltre le leggi della fisica.
JAMES HARDEN
(CESTISTA NBA, ROCKETS)
7 - In garatre contro Golden State il duello fra il "Barba" e Kevin Durant è stato a tratti surreale, un video da far vedere a tutti i giovani cestisti. KD ha chiuso con 46 punti, ma non è nuovo a prodezze di questo genere. Per il 29enne James Harden i punti sono stati 41 (9/19, 5/13, 8/8 ai liberi), ma ha messo dentro anche la tripla decisiva a 49" dal termine, una bomba che riapre la serie della semifinale della West Conference.
FABIO QUAGLIARELLA
(SAMPDORIA)
6 - Segnare 25 reti in serie A a 36 anni non è cosa da tutti. E il campionato non è ancora finito, il primato farà di tutto per conquistarlo, anche se i concorrenti sono agguerriti, in particolare Zapata e Ronaldo. Toni vinse la classifica dei cannonieri a 38 anni, ma si fermò a 22 reti (2014-15, a pari merito con Icardi). Il "ragazzo" di Castellamare di Stabia, capitano della Sampdoria, sta vivendo all’ombra della Lanterna una seconda giovinezza, anche l’anno scorso ne mise dentro 19.
LUCIANO SPALLETTI
(INTER)
5 - Il terzo posto è ancora nelle mani dell’Inter, ma la squadra nerazzurra, al termine di una stagione travagliata in cui sognava anche di insidiare le prime due posizioni, continua a gettare al vento occasioni importanti. Contro l’Udinese i tre punti avrebbero blindato un posto Champions, così ci sarà da lottare fino all’ultima giornata. Certo, se devi vincere a ogni costo e insisti nel tenere in panchina il tuo centravanti migliore (Icardi ha giocato solo l’ultima mezz’ora) un po’ te la cerchi.
L’ITALMOTO
(MOTO GP)
4 - Spagna, Spagna, Spagna, poi quattro volte Italia. Le prime gare avevano illuso gli appassionati italiani del Moto Gp, con un Dovizioso in gran spolvero e un Vale#46 sempre verde. Ma sul circuito di casa i centauri di casa sono tornati a fare la voce grossa, salendo abbracciati sul podio: Marquez, Rins, Vinales, peraltro con tre moto diverse (Honda, Suzuki, Yamaha). E anche in classifica generale il catalano ha messo la testa avanti. È lunga, ma non sarà facile scalzarlo.
MARCO BARONI
(FROSINONE)
3 - Non è che i tifosi ciociari si illudessero molto: il Frosinone, quest’anno, non aveva un organico all’altezza della Serie A, conquistare la salvezza sarebbe stata una grandissima impresa. E, infatti, ieri, con tre giornate di anticipo, la squadra guidata dal fiorentino Marco Baroni, è matematicamente retrocessa. Non è bastato un buon primo tempo col Sassuolo, gli emiliani hanno rimontato. E la rete finale che avrebbe tenuto accesa la speranza è stata annullata dal Var. Forse era destino.
WALLACE DOS SANTOS
(LAZIO)
2 - Il brasiliano della Lazio di secondo nome fa "Fortuna". Ma, contro l’Atalanta, la Dea bendata non l’ha aiutato. E, a dire il vero, neppure i piedi. Perché prima ha regalato a Gomez la palla che ha portato al vantaggio dell’Atalanta, segnato da Castagne. E poi ha deviato nella sua porta il colpo di testa di Djimsiti che ha messo la parola fine alla sfida-Champions. Diciamo che per lui la domenica poteva portare qualche soddisfazione in più.
VINCENZO MONTELLA
(FIORENTINA)
1 - L’aeroplanino è rimasto nell’hangar. Dopo l’addio di Stefano Pioli la Fiorentina pensava di ripartire, o magari di chiudere la stagione con qualche soddisfazione, affidandosi al tecnico di Pomigliano d’Arco. Ma la sua gestione, al momento, è tutta da dimenticare: un pari (0-0) all’esordio con il Bologna, poi tre sconfitte in fila, l’ultima contro quell’Empoli che lo ha amato da calciatore. E, in mezzo, ha anche perso la semifinale di Coppa Italia.
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