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Toro, nel finale sfuma la grande occasione Ronaldo va in cielo e il derby finisce pari

Guido Fiorini
Toro, nel finale sfuma la grande occasione Ronaldo va in cielo e il derby finisce pari

La squadra di Mazzarri in vantaggio con Lukic dopo un errore di Pjanic. Poi Cr7 segna di testa nel finale

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TORINO. Finisce 1-1 il derby della Mole, un risultato che non serve molto al Toro di Mazzarri che pure ha assaporato a lungo il dolce sapore della vittoria, che sarebbe stata preziosa per la classifica e per la corsa Champions, oltre che per la gioia dei propri tifosi. La squadra di Mazzarri gioca comunque una partita coraggiosa e a ritmi altissimi, appoggiandosi a lungo alla dinamicità di Berenguer e trovando, per novanta minuti, i polmoni infiniti di un Belotti che ha fatto salire la squadra e pressato sulla difesa bianconera. Dall’altra parte la Juve ha risposto, cercato e trovato il pareggio con il solito Cr7, ma certo, con lo scudetto in tasca, non ha il passo e il furore agonistico di quando i punti contavano. È il tarlo di un campionato così sbilanciato.

Allegri ha una lista di infortunati infinita e sceglie Kean accanto a Cristiano Ronaldo. All’ultimo momento ha dato forfait anche Emre Can, così il tecnico livornese deve schierare il 4-4-2, con Spinazzola sulla fascia. Dall’altra parte Mazzarri, in panchina nonostante l'allontanamento nella sfida al Milan, perde a centrocampo Moretti per squalifica e schiera il 3-5-2: con Izzo e Nkoulou c'è Bremer. Nella curva bianconera fa bella mostra di sé uno striscione sulla tragedia del 4 maggio 1949: “Onore ai caduti di Superga”.

La partita è bella, con la Juve che parte alta, poi il Toro cresce, il ritmo è notevole. Il primo tiro è di Belotti (14’), risponde Szczesny in angolo.

Dall’altra parte per due volte Kean scappa, la difesa del Toro salva. Passa poco meno di un quarto d’ora e il Toro passa, complice un errore di Pjanic che lascia scivolare la palla su rimessa laterale di Cancelo e viene superato da Lukic che non ha problemi a battere Szczesny (18’). La replica della Juve è in un gran tiro di Matuidi, sul quale Sirigu si supera, poi ci prova Ronaldo da fuori, sfiorando il palo (21’). La Juve non ci sta e cresce, con Bernardeschi fra le linee che sposta gli equilibri, il Toro risponde in contropiede, con Berenguer che corre come un indemoniato e infila due-tre belle giocate.

Nessun cambio nella ripresa nelle due squadre, anche perché Allegri in panchina ha tre difensori e tanti ragazzini della Under 23. La Juventus riparte alta, pressando, il Toro aspetta e riparte veloce. La Juve sulla fascia destra ha Cancelo e Cuadrado, ma la spinta arriva soprattutto da sinistra, con Spinazzola che, però, è spesso impreciso nell’ultimo passaggio. Proprio lui ha la palla buona dopo una discesa in slalom (60’), ma calcia fuori di poco. La Juventus alza il ritmo, il Toro in un paio di situazioni si salva, ma di occasioni vere sui piedi dei bianconeri non ne capitano. Ci prova Kean, ma Sirigu è sicuro (77’). Allegri gioca la carta Pereira, centrocampista brasiliano dell’Under 23 di 21 anni: esce Cuadrado, stanco. Nel Toro entra Ola Aina e subito si fa notare con uno slalom e un tiro alto.

All’84’ arriva il pareggio della Juve. È ancora una volta Spinazzola a saltare l’uomo sulla fascia. Stavolta il cross è perfetto, altrettanto il colpo di testa di Ronaldo che sale in cielo e mette la palla di testa sotto alla traversa. E Mazzarri, che vuole i tre punti, butta dentro l’ex Zaza. Ma la partita finisce: due volte, a dire il vero, perché Orsato fischia, poi si accorge che manca ancora un minuto e fa proseguire per gli ultimi sessanta secondi. —

Guido Fiorini



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