Il presidio
L’Empoli prova a rialzarsi verso un derby in tono minore
Di Lorenzo torna in campo già oggi: inizia lo stage con la Nazionale di Mancini
empoli. È sempre più sottile il filo della speranza. Quello che tiene legato l’Empoli alla Serie A. Talmente sottile che, a tratti, sembra quasi non esserci proprio. Ma i numeri dicono che il miracolo, perché a questo punto non basta più la parola impresa, in qualche modo è possibile. Dipende dalla concorrenti, è chiaro, ma anche dai punti che sapranno mettere insieme gli allievi di Aurelio Andreazzoli negli ultimi 360 minuti del campionato. Ed è proprio questo, oggi, a preoccupare anche di più. Perché l’Empoli attuale ha sicuramente più problemi che armi, più dubbi che certezze.
Verso il derby
E così si avvicina a una tappa che, in altre situazioni, sarebbe stato uno dei clou della stagione: il derby con la Fiorentina. Con una classifica del genere, è vero, è difficile pensare a rivalità e campanilismo. Ma questo dice il calendario. Inizieranno a prepararlo domani pomeriggio, gli azzurri. Senza Giovanni Di Lorenzo, che già da oggi sarà impegnato a Coverciano nello stage della Nazionale voluto dal commissario tecnico Roberto Mancini. Ci sarà, però, per il derby. Così come dovrebbe esserci anche Cristian Dell’Orco, che fino all’ultimo ha provato a recuperare per la sfida di Bologna anche se poi si è dovuto arrendere ai postumi della distrazione muscolare che lo aveva tolto di mezzo, in corso d’opera, nella partita contro la Spal. Con il suo rientro, se non altro, sarà possibile organizzare una difesa meno sperimentale e meno inesperta. L’ex del Sassuolo dovrebbe riprendere il suo posto sul centrosinistra lasciando Nikolaou e Rasmussen a contendersi il posto in mezzo. Difficile, invece, immaginare che possano essere della partita Silvestre e Maietta, alle prese con lesioni (sempre di carattere muscolare) che avranno bisogno di più tempo.
partita speciale
Al di là degli uomini, comunque, sarà importante soprattutto capire come l’Empoli riuscirà a ricaricare le pile dopo la seconda mazzata consecutiva. Serviranno motivazioni forti che al momento non è facile trovare, anche se nel gruppo di nonno Aurelio c’è chi ha più di un motivo per vivere il derby al massimo. A partire da Dragowski, che nella Fiorentina non ha mai trovato molto spazio ma che in azzurro sta dimostrando di meritarne anche nel palcoscenico più importante. E lo stesso Rasmussen, che della Fiorentina è diventato a fine gennaio. Cosa che, invece, non è successa (o almeno non ancora) a Hamed Junior Traore, il cui trasferimento in viola resta congelato finché l’ivoriano non consumerà il supplemento di visite mediche richiesto dal club gigliato. Dovrebbe essere soltanto una formalità, visto che il centrocampista con gli azzurri gioca senza problemi, ma è anche l’occasione per dimostrarlo direttamente e concretamento.
Verso l’addio
Intanto la settimana che porta al derby è anche quella che dovrebbe sancire ufficialmente il divorzio, di fatto già certo, con il direttore generale Riccardo Pecini. La rottura, dopo il caso Studio Fut, sembra ancora insanabile e nei prossimi giorni i legali delle parti dovrebbero trovare la via d’uscita per sciogliere subito il contratto. Le ipotesi sul tavolo restano quella della risoluzione consensuale, le dimissioni ma anche l’esonero. —
D.B.
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