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Lazio, una Coppa di champagne Milan fuori: il progetto frana
Una zampata di Correa porta Inzaghino in finale: un trionfo meritato Gattuso sbaglia formazione, rossoneri mai pericolosi, Piatek isolatissimo
MILANO.La Lazio è squadra fatta apposta per le Coppe. Per le sfide secche, senza ritorno, dove riesce a compattarsi e dare il meglio. Il Milan, dopo otto mesi di stagione, non ha ancora trovato la sua fisionomia tattica e questa eliminazione dalla Coppa Italia è un brutto colpo non solo al futuro di Gattuso, ma al progetto complessivo. Se i rossoneri perderanno anche il treno della Champions sarà una stagione fallimentare, nonostante Piatek, Paquetà e le velleità del gruppo Elliot.
La Lazio ha interpretato meglio questa partita dentro o fuori. E’ rimasta senza Milinkovic ma non ha derogato dal suo 3-5-2, correndo di più e meglio del Milan. Ringhio ha varato una difesa a tre abbastanza tremebondae e soprattutto ha perso la scommessa del doppio trequartista, Castillejo e Suso, dietro al solissimo bomber polacco. Il cambio di rotta dopo il gol della Lazio, ammissione esplicita dell’ errore, non ha sortito effetti. E per il mondo rossonero adesso si fa grigia, specie in chiave di scelte future.
Partita dura, chiusa, inchiodata: due barrieroni a cinque a centrocampo, contro il quale il giro palla nulla può, se manca la giocata per saltare l’uomo. Milan e Lazio, questo surplus di fantasia, al momento non ce l’hanno: Inzaghi, quasi subito, perde anche Milinkovic e con Parolo disegna un centocampo operaio. Dal quadro tattico così bloccato escono delle mini-occasioni: il destro di Calabria sventato da Strakosha, l’incursione di Immobile che si allunga troppo la palla, il sinistro molle di Suso. In mezzo, tanto ruminare calcio. La palla buona, dopo una punizione, ce l’avrebbe Bastos al tramonto del primo tempo, ma il destro a botta sicura sfila sul fondo di un amen. E subito dopo il miracolo lo fa Reina, murando Correa libderato solo soletto dalla sponda di Luis Alberto.
Meglio la Lazio anche in apertura di ripresa. Lucas Leiva prova il colpo di biliardo dai 25 metri, Reina lo disinnesca in volo e poi trema ancora su colpo di testa di Bastos e si distende ancora su destro a girare di Correa. Mazio dominante e Milan assolutamente apatico, incapace di azioni efficaci. Doveva succedere, e succede, Accade tutto al 57’: ennesima palla persa nel mezzo dal Milan, parte la 4x100 laziale con immobile che vede Correa a sinistra, tocco sotto che fredda Reina sul primo palo. Equilibrio spezzato, e stavolta segna chi merita di più. La mossa della disperazione di Gattuso è il passaggio al 4-4-2 con Cutrone accanto a Piatek: il baby bomber la mette dentro di testa al 76’, ma il Var certifica il fuorigioco. —
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