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Chierico: «Tifo Roma ma l’Inter è temibile Sarà una gara aperta e vedremo tanti gol»

Alessandro Guerrieri
Chierico: «Tifo Roma ma l’Inter è temibile Sarà una gara aperta e vedremo tanti gol»

La funambolica ala anni ‘80, ex nerazzurro e giallorosso, inquadra la sfida: «Dzeko e Nainggolan saranno decisivi»  

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Chioma rossa, dribbling ubriacante, negli anni ‘80 Odoacre “Dodo” Chierico è stato una delle ali più talentuose del nostro calcio. Romano, e romanista, purosangue ha però esordito nella massima serie con l’Inter prima di conquistare la gloria con la casacca dell’amata Roma, vestendo la quale ha portato a casa uno scudetto e una Coppa Italia, sfiorando la Coppa dei Campioni nella maledetta finale con il Liverpool. Adesso fa scouting per la prima squadra giallorossa, ma segue con grande attenzione le gesta delle sue ex squadre.

Chierico, la sua è una storia particolare...

«Vero, ho iniziato a giocare da bambino nella Roma, poi sono passato ad un’altra società della Capitale, la Stefer, dove mi ha notato l’Inter, portandomi a Milano. Lì sono cresciuto tantissimo, come uomo e come calciatore, grazie alla cura dell’ex nerazzurro Cella, allora mister della Primavera, arrivando fino alla prima squadra, dove il compianto Bersellini mi ha fatto esordire in Serie A. Dopo due anni a Pisa, sono tornato a vestire i colori della mia squadra del cuore, conquistando uno scudetto e una Coppa Italia. Unico rammarico, la sconfitta ai rigori con il Liverpool; dovevo essere l’ultimo rigorista, purtroppo i Reds la spuntarono prima. Riguardo alla sfida di stasera fra Inter e Roma, il mio ricordo più emozionante è la rete realizzata all’Inter nei quarti della Coppa Italia 1991».

Che pensa del campionato delle due squadre?

«Onestamente mi aspettavo qualcosa di più da entrambe. Per quanto riguarda la Roma, il suo cammino è stato ostacolato dai troppi infortuni subiti, penso a Under, Perotti, El Shaarawy, De Rossi. A memoria non ricordo in una stagione un numero così elevato di crociati nella stessa squadra. Problemi che, uniti ad un impoverimento della cifra tecnica in sede di mercato, hanno portato alla situazione attuale, con l’esonero di Di Francesco, che non condivido, e l’arrivo di Claudio Ranieri. In casa nerazzurra ha pesato la telenovela Icardi, non semplice da gestire e da commentare, soprattutto da lontano. Comunque voglio spendere una parola per Spalletti, lo conosco bene e posso dire che è un grande allenatore e una ottima persona».

Proviamo ad ipotizzare l’andamento tattico del confronto.

«Questa è tradizionalmente, almeno negli ultimi anni, una partita ricca di reti e penso che la tradizione verrà confermata. Per certo si tratta di una partita determinante per il futuro delle due squadre, a maggior ragione per la Roma che non può permettersi di perdere se vuol rimanere agganciata al carro Champions. Saranno 90 minuti aperti, con entrambe le squadre che si affronteranno a viso aperto nel tentativo di superarsi, come è nel Dna di Spalletti e Ranieri. Sarà una bellissima partita, di questo ne sono convinto».

Pronostico?

«Benché il mio cuore pulsi per la Roma, la squadra per cui tifavo da bambino, fare un pronostico non è semplice; penso che i giallorossi faranno una grande partita ed alla fine porteranno i tre punti nella Capitale, come hanno fatto spesso negli ultimi confronti diretti a Milano».

I possibili protagonisti?

«Nella Roma si è finalmente sbloccato Dzeko, potrebbe essere proprio lui il fattore determinante, regalando un dispiacere a quella che potrebbe essere, in futuro, la sua squadra. Occhio anche a Zaniolo, lo scorso anno protagonista con la Primavera dell’Inter. In casa nerazzurra ovvio votare per Icardi, ma secondo me la pedina tattica più importante di Spalletti è Nainggolan, tra l’altro classico ex di turno». —

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