Il presidio
L’Empoli si butta via I punti salvezza all’Udinese
Va due volte in vantaggio ma non riesce a gestire la partita La fase difensiva torna di burro e il cammino si complica
È tornato l’Empoli di nonno Aurelio. È tornato davvero. Nel bene, e lo abbiamo visto nelle prime uscite dopo il ribaltone-bis, ma anche nel male. Come abbiamo scoperto, sbattendoci la testa, nello scontro diretto della Dacia Arena. Che gli azzurri perdono al di là dei propri demeriti, sia chiaro. Ma quello che proprio non va giù e che la partita la buttano via. Perché è difficile raccontare in altri termini il passo falso, che complica di nuovo la corsa salvezza, con gli azzurri che vanno sopra due volte, segnando peraltro gol che sembrano più roba da PlayStation che da campo vero, ma sono assolutamente incapaci di gestire quello che creano. La fase difensiva, infatti, torna di burro e, una volta combinata la frittata, non bastano oltre 30 minuti in superiorità numerica per rimettere insieme i cocci.
Brucia, insomma. E neanche poco. Soprattutto perché l’Empoli, che ritrova Dragoski e recupera in extremis Krunic, ci mette poco ad alzare la voce. A far capire ai padroni di casa, che anche Tudor veste con lo stesso schema sganciando davanti i pesi massimi Okaka e Lasagna, che ci sarà da penare assai. All’11’, infatti, Caputo sta già festeggiando il gol numero 14 del suo campionato. Ed è un gol pazzesco, figlio di uno schema su punizione coi tocchi di Bennacer prima e Krunic poi che armano il destro del bomber. Tutto bello. Forse troppo. Tanto che l’Empoli si lascia prendere la mano, continua a fare tanto nella metà campo avversario ma si scorda di tenere la sua. Così, 4 minuti dopo, Okaka lascia sul posto l’ingenuo Veseli e innesca una ripartenza che De Paul trasforma nel pari con un precisissimo destro da fuori: 1-1 a palla al centro. È tutto da rifare, per l’Empoli. Che continua a giocare bene ma anche a farsi prendere troppe volte e troppo facilmente d’infilata dai padroni di casa.
In mezzo e sugli esterni, insomma, qualcosa non va. Va che è un piacere, invece, l’azione del 24’: Krunic la comincia dalla sinistra, Caputo la prosegue, Farias la rifinisce e ancora Krunic la conclude piazzando il piattone destro sul palo lungo. Anche stavolta è una bellezza, ma anche stavolta non basta. Dopo un paio di parate niente male di Dragowski su Lasagna, infatti, Okaka richiama fuori zona Veseli e col tacco serve Larsen, che lascia sul posto uno spento Pajac e imbuca per Lasagna: Maietta, pure lui in netto ritardo, lo trattiene e Orsato non può che dare rigore. Lo trasforma De Paul quando al riposo mancano 4 minuti. Pochi, ma l’Empoli non riesce a gestirli. Altra infilata, stavolta dall’altra parte dove neanche la coppia Di Lorenzo-Traore tiene, e punizione dal limite. De Paul la scarica su Krunic, ma sulla respinta Mandragora pesca l’angolo e porta avanti i bianconeri proprio sul duplice fischio.
Si riparte con Antonelli al posto di Pajac e l’Udinese che, progressivamente, si abbassa intasando tutti gli spazi. L’Empoli ora è meno lucido e gira a vuoto. Il più pericoloso diventa proprio Antonelli che al 12’ viene fermato dal salvataggio di Larsen e al 16’ dal miracolo di Musso. Subito dopo Zeegelar, già graziato col giallo per un entrata-killer su Di Lorenzo, stende Traore e finisce in anticipo sotto la doccia. L’Udinese passa al 5-3-1 ma sfiora anche il poker, al 25’, con Fofana che non trova la porta (praticamente vuota) in contropiede. Andreazzoli allora sgancia prima Mchedlidze (per Maietta) passando al 4-3-1-2, poi anche Ucan per Traore. Chi entra, però, fa poco. E chi resta sempre meno. Ci prova Farias, più volte, con generosità ma senza precisione. E allora i punti salvezza se li prende l’Udinese. All’Empoli resta il rimpianto ma anche la consapevolezza di essere comunque una squadra ancora viva. —
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