Domenghini doppio ex «Vedo l’Inter favorita ma l’Atalanta con Gasp è una squadra di razza»
“Domingo” iniziò la carriera a Bergamo e poi vinse tutto col dream team di Herrera: a San Siro sarà una sfida aperta
Tra le ali destre che hanno fatto la storia del nostro calcio c’è sicuramente Angelo Domenghini, uno che negli anni ‘60 e ‘70 con l’Inter prima ed il Cagliari poi ha vinto tutto. A raccontare la sua splendida carriera anche le cifre: 349 presenze e 93 reti in Serie A, con il gustoso contorno di 33 caps e 7 centri in Nazionale, con cui vanta un europeo ed il secondo posto a Mexico’70. La sua fenomenale carriera prese avvio proprio a Bergamo, prima di decollare indossando il nerazzurro più nobile. Con lui analizziamo la grande sfida di domani sera del “Meazza” fra Inter e Atalanta, fondamentale nella corsa alla Champions League.
Domenghini, lei ha vissuto stagioni stupende con le due squadre nerazzurre.
«Ho ricordi meravigliosi di entrambe le esperienze; all’Atalanta, e in particolare al compianto Luigi Tentorio, direttore tecnico dell’epoca, devo tutto. È a Bergamo che sono diventato uomo e calciatore, arrivando fino alla Nazionale. Dopo quella esperienza sono passato all’Inter, alla grande Inter di Moratti ed Herrera con la quale ho vinto tutto. A Milano ho vissuto cinque anni indimenticabili, vincendo due scudetti altrettante Coppe dei Campioni ed Intercontinentali prima di passare, nell’ambito della trattativa che portò Boninsegna in nerazzurro, al Cagliari».
Veniamo all’oggi, mi dia un giudizio sul campionato delle due squadre.
«L’Inter sta facendo un discreto campionato, quella di Spalletti è una buona squadra ma manca di alcuni tasselli, soprattutto a centrocampo, per poter competere ai massimi livelli. In più il suo cammino è stato frenato dalla querelle Icardi; al riguardo sarebbe opportuno finalmente sapere cosa è realmente accaduto, la storia del malanno al ginocchio non sta in piedi. L’Atalanta invece sta giocando un campionato straordinario, non solo per i risultati: quella di Gasperini è formazione che pratica un calcio europeo, l’unica di questo campionato, non per niente è quella che segna di più e vanta la più alta percentuale di possesso palla».
Quanto c’è di Gasperini in questo?
«Gasp è bravissimo, ma tanto merito bisogna darlo alla società, super nel costruire una rosa piena zeppa di nazionali; una squadra, insomma, che ha tanta qualità, esaltate dalla bravura di Gasperini, uno che quando può lavorare diventa il valore aggiunto di una squadra».
Entriamo nella grande sfida del “Meazza”, cosa dobbiamo aspettarci?
«Sarà una partita davvero affascinante, come sempre accade quando scende in campo l’Atalanta. In palio ci sono tre punti di platino nella corsa alla prossima Champions, ma non per questo ne uscirà una partita tattica, anzi prevedo 90 minuti ricchi di emozioni e di reti, con le due squadre che proveranno a conquistare la vittoria nel segno del gioco, pensando a realizzare un gol in più dei rivali piuttosto che a subirne uno di meno».
Come finisce e quali i probabili protagonisti?
«Difficile dire, ma se proprio devo sbilanciarmi dico Inter, non fosse altro per il vantaggio di giocare davanti al pubblico amico e per la maggiore abitudine a questo tipo di partite. L’Atalanta però è squadra di razza ed ha nella compattezza il suo punto di forza; ecco, per la Dea, fermo restando la grande qualità del “Papu” Gomez e di Ilicic, protagonista può essere proprio il collettivo, con particolare attenzione alle folate dei due esterni, sempre bravi a lanciarsi in avanti. In casa nerazzurra molto dipenderà dal cuore e dalla voglia che Icardi e compagni ci metteranno, se ripetono la prestazione di mercoledì sera a Genova possono davvero conquistare i tre punti». —
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