Il presidio
Bonucci-Kean, alla Juve non servono i big A Milady basta il minimo sindacale a Cagliari
Senza Ronaldo, Dybala e Mandzukic i bianconeri la mettono sul fisico. Sardi timorosi, allo scudetto ora mancano 3 vittorie
CAGLIARI. Il senso dell’ineluttabile. Di una partita giocata a bassi ritmi, e quindi servita su un piatto d’argento alla squadra più tecnica, più massiccia, più esperta. La Juve, insomma, che senza tutti i suoi big passa anche in Sardegna e aggiorna il tassametro verso la vittoria matematica dell’ottavo titolo: mancano tre partite su otto.
Il controllo totale, che parte dalla testa: quella di Leonardo Bonucci, che salta su mezzo Cagliari e schioda una partita che Allegri temeva, sia perchè è arrivato qui senza Ronaldo, Dybala e Mandzukic, sia perchè in questo ventoso catino è dura per tutti. Davanti a un Cagliari un tantino intimorito, per vecchi pirati come questi non è stato difficilissimo portare via il malloppo, con il quarto sigillo di Kean.
Il Cagliari parte con l’atteggiamento giusto ma va in affanno sui calci piazzati: prima Emre Can e poi Caceres sfiorano il gol a pochi passi da Cragno. E che i sardi, squadra comunque abile nel gioco aereo, sia in difficoltà sui traversoni lo si capisce al 22’, quando su azione di calcio d’angolo Bonucci, lasciato colpevolmente solo, ha tutto il tempo per schiacciare di testa alle spalle di Cragno. Il solito cinismo della grande squadra. De Sciglio a destra gode di grande libertà, e al 27’ cesella un cross per lo stacco di Matuidi, palla di pochissimo alta. Maran chiede la reazione ai suoi, con Barella punto di riferimento tra le linee: proprio il talento sardo al 38’ verticalizza per Joao Pedro che alza la mirada posizione favorevole. La Juve fa possesso tenendo lontano il Cagliari da zone pericolose, e la gestione della gara, anche per la consueta predominanza fisica, sembra totale. Poco cambia nella ripresa, con il Cagliari che rimbalza sul muro bianconero: al 58’ Kean innescato da Pjanic fallisce l’ultimo tocco davanti a Cragno. Maran si gioca le carte Birsa e Cerri per dare sostegno all’attacco, la risposta di Allegri è Bentancur con lo spostamento di Emre Can, come accadde contro l’Atletico Madrid, come terzo di difesa. Con il doppio pivot il Cagliari prova a chiudere la Sihnora nella sua area, Pavoletti ci prova di testa. All’80’ Kean portrebbe chiuderla, ma Cragno lo blocca con la testa uscendo dall’area. Allegri si arrabbia perchè i suoi non la chiudono;: ci pensa Kean. —
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