Il Bologna incoronato re dei giovani per il Genoa la beffa dal dischetto
Liguri avanti fino a un minuto dalla fine, quando gli emiliani hanno trovato il pareggio Poi i supplementari e i calci di rigore decisivi
LA SPEZIA. Il Bologna ha superato ieri pomeriggio allo stadio “Picco” di La Spezia per 7 a 6 dopo i calci di rigore (la gara era terminata 1 a 1 dopo i tempi supplementari) il Genoa nella finale della 71a edizione della "Viareggio Cup" disputata davanti a circa duemila spettatori.
La partita si è disputata a Spezia per l’inagibilità dello Stadio dei Pini di Viareggio. Dopo un primo tempo senza reti, nella ripresa è stato il Genoa a passare per primo in vantaggio all’11' grazie ad un tiro scagliato da capitan Bianchi dopo un pregevole gioco di gambe al limite dell'area felsinea. Quando la Coppa Carnevale sembrava aver ormai preso la strada di Genova, al 44' ci ha pensato il bolognese Cossalter, al suo quarto centro al Viareggio, sempre a segno nella fase ad eliminazione diretta, a sorprendere il portiere genoano Raccichini con un tiro cross apparentemente innocuo. E così è giunto questo forse inaspettato pareggio 1-1 che è rimasto tale anche nel corso dei tempi supplementari a causa della fatica che è affiorata fra i giocatori in campo, e così si è arrivati ai rigori. Decisivo ai rigori ad oltranza l’errore dal dischetto di Petrovic che si è fatto parare il tiro dal portiere avversario che in pratica è stato decisivo per regalare il trofeo al Bologna. Il Genoa deve fare sicuramente una riflessione per avere ingenuamente regalato la partita ad un minuto dalla sua conclusione nei minuti regolamentari per una distrazione del suo portiere che è costata davvero cara di fronte a tutto l’entourage genoano presente in tribuna con in testa il presidente, Enrico Preziosi.
Ora, calato il sipario su questa 71a edizione, urge da parte dell’amministrazione comunale di Viareggio, terminata l’indagine della Procura di Lucca, capire come intervenire per rimettere a norma lo stadio dei Pini per poterlo riaprire, scongiurando l’eventualità che la manifestazione debba emigrare fuori dalla città dove è nata.
Roy Lepore
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