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ciclismo: le strade bianche 

La nostra Roubaix tra polvere e fatica E in piazza del Campo trionfa Alaphilippe

Stefano Fiori
La nostra Roubaix tra polvere e fatica E in piazza del Campo trionfa Alaphilippe

Il francese, Fuglsang e Van Aert fuggono sullo sterrato L’arrivo con il pubblico da Palio. Male gli italiani, Nibali a 9’

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Mancava il nome di un ciclista francese nell'albo d'oro della Strade Bianche. A colmare questa lacuna ha provveduto, con una vittoria di alto contenuto spettacolare e perfettamente in linea con il suo carattere esuberante, Julian Alaphilippe, ventiseienne di Saint-Amand Montrond che si è presentato da solo sotto lo striscione del traguardo, in una piazza del Campo stracolma. Una vittoria netta e meritata per Alaphilippe, autore insieme all'esperto danese Fuglsang e al giovane belga Van Aert di un finale di notevole valore tecnico e spettacolare. E' stato Fuglsang a lanciare la sfida al gruppo di tredici che si apprestava ad affrontare il penultimo tratto di sterrato di Colle Pinzuto: Alaphilippe è stato il primo a rientrare su di lui, seguito dal belga Van Aert che però ha ceduto sui saliscendi successivi in sterrato delle Tolfe.

Sempre Van Aert è poi riuscito a riagganciare i due leader della corsa all'ultimo chilometro, ma come gli accadde nel 2018, anche quest'anno la durissima rampa di via Santa Caterina gli è risultata fatale. Tutto il contrario per lo scatenato Alaphilippe, che dopo avere rintuzzato il disperato, ultimo attacco di Fuglsang ha preso nettamente il sopravvento ed è entrato da dominatore in piazza del Campo a raccogliere l'applauso del pubblico. Per dirla alla francese “Coup d'essai, coup de maitre” poiché per il corridore del team Deceuninck-Quick Step – già alla quindicesima vittoria in assoluto del 2019 – quella odierna è stata la prima volta in cui ha preso parte alla Strade Bianche, ma le polverose e accidentate stradine della campagna senese non potevano certo incutere timore ad uno come lui che proviene dal Ciclocross e che in questa specialità è stato vice campione del mondo. Tornando alla cronaca della 13a edizione della Strade Bianche-Namedsport, che gli organizzatori della RCS Sport defìniscono orgogliosamente “La Classica del Nord più a Sud d'Europa”, 147 sono stati i concorrenti al via, con il primo affondo attuato al 30°chilometro dai francesi Vincent, Denz, Geniez e dal nostro Diego Rosa. Dopo avere raggiunto il vantaggio massimo di 4 minuti, Rosa sarà l'ultimo a cedere a 35 chilometri dall'arrivo. A quel punto, mentre Marco Canola e Vincenzo Nibali (che arriverà al traguardo con il distacco di 8'57”) alzano bandiera bianca, restano in testa in 15, in pratica tutti i migliori compreso il toscano Alberto Bettiol, che però viene messoko dai crampi. Subito dopo nasce l'azione che porterà al successo di Alaphilippe. Ancora a secco gli italiani e i..toscani: ieri si sono salvati il generoso Rosa e lo sfortunato ma volitivo Bettiol.

Arrivo: 1)Julian Alaphilippe km. 184 in 4h47'14” alla media di 38,435; 2) Jakob Fuglsang a 2”; 3) Wout Van Aert a 27”; 4) Zdenek Stybar a 1'; 5) Tiesj Benoo st; 6) Greg Van Avermaet a 1'01”; 7) Alexey Lutsenko a 1'04”, 8) Simon Clarke a 1'08”; 9) Toms Skuijns a1'12”; 10) Tim Wellens a 1'21”. In campo femminile vittoria netta della trentaseienne olandese Annemiek Van Vleuten (team Mitchelton-Scott), già vincitrice del Giro Rosa nel 2018 e con un palmarès al quale mancava soltanto la “perla” della Strade Bianche senesi. Van Vleuten era al rientro dopo cinque mesi senza gare, essendosi infortunata al mondiale di Innsbruck ed ha staccato di forza la danese Langvad giunta a 37” e la polacca Niewiadoma (di 40”), vera “abbonata”al podio della Strade Bianche poiché si è piazzata seconda nelle tre precedenti edizioni. Ottima quarta la laziale Marta Bastianelli, classificata a 44”. —



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