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Juve micidiale al San Paolo: è la fine della corsa scudetto

Una clamorosa ingenuità del belga-napoletano Malcuit apre la strada al successo bianconero firmato da Pjanic ed Emre Can

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napoli. Cala il sipario sulla lotta scudetto. La Juve espugna il San Paolo e vola a più 16 sul Napoli (a cui va l’onore delle armi per aver lottato fino in fondo sprecando anche un penalty). A 12 giornate dalla fine, è un vantaggio incolmabile. A meno di miracoli.

Uno sguardo alle formazioni iniziali. Sul fronte juventino, Ronaldo regolarmente al suo posto, nonostante i problemi alla caviglia, Dybala ancora in panca, chance probante per Bernardeschi. Dall’altra parte Ancelotti ripropone Milik, preferendo il polacco allo scalpitante Mertens per affiancare il piccolo-grande Insigne.

Primi dieci minuti non indimenticabili. L’intensità non manca, mentre mancano del tutto le occasioni da gol, a parte un guizzo di Zielinski che poteva avere miglior fortuna. Il Napoli tenta di fare la partita, la Juve però è molto guardinga e chiude agevolmente tutti gli spazi, aspettando sorniona l’occasione per ripartire.

Il big match stenta a decollare. Ronaldo manco si vede, e la stessa latitanza riguarda gli attaccanti partenopei. La cosa più attraente di questo scorcio di gara è il bel pressing del Napoli, che frutta qualche interessante pallone recuperato.

Proprio quando la partita sembrava addormentarsi, ecco la svolta. Questo è il calcio, bellezza. Mai sonnecchiare perché la sorpresa, la vampata, l’accelerazione può essere sempre in agguato. 24’: su uno scellerato passaggio all’indietro di Malcuit si avventa Ronaldo che, all’ingresso in area, viene steso da Meret. Morale della favola: rosso diretto per il portiere, Napoli in dieci. Ancelotti è costretto a richiamare Milik per inserire il secondo portiere Ospina. Ma l’incubo azzurro non finisce qui. Punizione per il fallo di Meret, tira lo specialista Pjanic e segna con una stangata che sorvola la barriera e si adagia nell’angolino. Ospina, appena entrato, incassa subito.

Minuti di adrenalina pura. La reazione del Napoli è furibonda. Al 30’ Zielinski colpisce un palo clamoroso, i padroni di casa sembrano tarantolati e imprecano alla iella. La Juve sbanda ma limita il danno a qualche spavento, nell’attesa che la rabbia avversaria si affievolisca.

Detto fatto. Il Napoli molla un attimino e i bianconeri, spietati e micidiali, raddoppiano. Il killer stavolta è Emre Can. Di testa, al 39’. Il San Paolo assiste ammutolito a un andazzo imprevisto e imprevedibile. Riassunto all’intervallo: 2-0 per la Juventus, Napoli in inferiorità numerica. Allegri a +16 su Ancelotti. Scudetto in saccoccia. Fine del riassunto.

In apertura di secondo tempo, altro sussulto. Pjanic rimedia il secondo giallo e viene espulso. Ristabilita almeno la parità numerica. Il Napoli non difetta di generosità, potendo contare anche sulla spinta di Mertens, inserito al posto dello scoraggiato Malcuit.

La Juve dà l’impressione di essere un po’ leggerina, e infatti Callejon la castiga al 60’ su cross di Insigne, riaprendo la partita. Il San Paolo passa dall’umore cadaverico alla bolgia. Il Napoli ci crede. Il pallone fluttua pericolosamente davanti alla porta juventina. Szczesny trema in svariate occasioni, soprattutto all’83’, quando l’arbitro concede un rigore al Napoli per fallo di mano di Alex Sandro. Sul dischetto va Insigne che manda la palla a stamparsi sul palo. Errore fatale. A parte una rissa, non accade altro. —

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