Il presidio
Tre gol e delirio Lazio: Inzaghino con vista-Champions
Partita dominata dalla formazione di Inzaghi, come approccio e determinazione. Roma svagata in difesa e quasi mai pericolosa: mancato aggancio alle milanesi
ROMA. Questione di approccio, di interpretazione, di motivazioni. La Lazio “capisce” subito il derby, la Roma ci mette un tempo e alla fine questo fa tutta la differenza del mondo. L’Aquila ha gamba, determinazione: la Lupa tiene palla, ma raramente è pericolosa e dietro si distrae due volte, e paga dazio. La Lazio, che deve ancora recuperare una partita, rivede la zona Champions; la Roma manca l’aggancio con le milanesi.
Roma troppo svagata dietro, con Juan Jesus che soffre subito la velocità laziale. E dopo 11’, quando Correa trova l’imbucata giusta, Caicedo sfila alle spalle del brasiliano, evita Olsen e appoggia in rete nel delirio dell’Olimpico biancazzurro. Di Francesco capisce che non può salvare la pelle con questo atteggiamento e avanza il baricentro della squadra: al 22’ ottima difesa della palla di Zaniolo che serve Dzeko, dribbling e destro che Strakosha contiene a fatica. Meglio la squadra di Inzaghi come ritmo e interpretazione della gara, ma quando la Roma trova le sue fiammate sono brividi: al 41’ strepitosa imbucata di De Rossi per Florenzi che non riesce ad armare Dzeko in mezzo all’area.
Nella ripresa entra in campo una Roma con un volto diverso, e non poteva essere altrimenti. La carica prova a suonarla Zaniolo con un sinistro al 47’ che esce di poco. Poi ci prova Pellegrini, parato. I giallorossi prendono campo, ma manca sempre la velocità di esecuzione per mettere in difficoltà l’attentissima linea difensiva laziale, così l’arma preferita resta la conclusione da fuori, che prova anche El Shaarawy con la respinta di Strakosha. Show di Zaniolo al 60’, il mgolden boy salta tutti ma non trova il momento per il sinistro decisivo. Ancora dalla distanza ci prova Florenzi al 68’: gran botta di destro, Strakosha se la cava in angolo. Ora è partita a senso unico: spizzata di Dzeko e Pellegrini da due metri non trova la porta al 69’. Sul contropiede successivo, Correa su un lancio lungo brucia Fazio che lo travolge: rigore che Immobile trasforma. Nel finale la perla di Cataldi per il 3-0. —
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