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L'anticipo di stasera alla ardegna Arena

Cagliari-Inter, roba di famiglia: affari, amicizie e ville al Forte

GIORGIO BILLERI
Cagliari-Inter, roba di famiglia: affari, amicizie e ville al Forte

Giulini e Moratti, un legame che dura da decenni tra vacanze, petrolio e calcio L’anello di congiunzione il livornese Stefano Filucchi, oggi dirigente sull’isola

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GIORGIO BILLERI

Sotto sotto, si sono sempre amate, Inter e Cagliari. Perchè in comune hanno qualcosa che nel calcio conta più di qualsiasi transazione d’affari o scambi di giocatori: l’amicizia. Nata e cresciuta sotto gli ombrelloni e nella fresca pineta di Forte dei Marmi, nelle inaccessibili ville di Roma Imperiali, lusso discreto che non vedi ma percepisci.

Tommaso Giulini e Massimo Moratti, divisi da una ventina d’anni di età ma uniti dal business del petrolio, hanno unito idealmente Appiano Gentile ed Assemini, la Sardegna Arena e San Siro. Il giovane rampollo della famiglia Giulini, che a Forte dei Marmi vive quasi in pianta stabile, in Sardegna ha affari solidissimi e non poteva non incrociare la strada dei Moratti e della Saras, che a sua volta ha scelto l’isola come luogo strategico. E il passo dal business al calcio è stato breve, e di grande successo.

Ma tutto, in realtà, ha inizio negli anni Sessanta, quando Milano è la capitale del football europeo con l’Inter degli Invincibili e il Cagliari si affaccia alla serie A. E’ la stagione 1964-65 e la squadra sarda diventa patrimonio e manifesto di un’intera isola, di juna comunità: gioca bene, i risultati arrivano ma per restare lassù ci vogliono i soldi. Così arrivano le grandi aziende del nord, che in cambio dello sbarco produttivo in Sardegna iniziano a finanziare anche il Cagliari calcio.

E naturalmente il più munifico in questo senso non poteva esserte che Angelo Moratti, proprietario della Saras nonché presidente nerazzurro, che, investendo decine di milioni, diventa il proprietario ombra del club rossoblù. guidato a quel tempo del senatore Efisio Corrias. Il sciur Angelo, insomma, punta tutto sull’Inter ma si tiene il Cagliari come un secondo giocattolo da far crescere. Per questo manda in Sardegna anche qualche giocatore, e non sono nomi banali: Angelo Domenghini, il toscano Sergio Gori e Cesare Poli, che lasciano Milano in cambio di Roberto Boninsegna che fa il percorso inverso.

Nell’Isola, nella stagione di grazia 1969-70, avendo la meglio proprio sull’Inter, i tre vinceranno uno scudetto memorabile, l’unico tricolore targato Moratti, dicono i maligni, non colorato di nerazzurro.

Passano gli anni, l’effetto Cagliari si attenua, l’Inter oscilla tra grandi trionfi e altrettanto grandi depressioni. La nostra storia riprende improvvisamente vigore cinque anni fa, nell’estate del 2014, quando l’ex consigliere d’amministrazione del sodalizio nerazzurro Tommaso Giulini, uno che con Massimo Moratti, figlio di Angelo, ha condiviso innumerevoli ore e cda tra il 2005 e il 2013, acquista la società rossoblù mettendo fine al ventennio targato Massimo Cellino. Per non sbagliare, da Milano, il patron della Fluorsid (l’azienda chimica di famiglia, chde ha sede non lontano da Cagliari, a Macchiareddu) porta con sé in Sardegna Stefano Filucchi, oggi vicepresidente rossoblù e ieri ex direttore generale nerazzurro. Filucchi, originario di Castiglioncello , un passato da funzionario di polizia, era diventato responsabile della sicurezza della Saras ma poi le sue qualità di dirigente lo hanno portato ai vertici dell’Inter e oggi del Cagliari.

Tra l’era Moratti e quella Giulini, nel mezzo, le cronache relative ai legami tra Cagliari e Inter raccontano pure di una semifinale di Coppa Uefa, quella persa nel 1994 dai rossoblù di mister Giorgi e vinta dall’Inter di Zenga, Bergomi, Bergkamp e Sosa, e di tanti affari di calciomercato, con i passaggi di maglia dei vari Paolino, Rocco, Matteoli, Festa, Macellari e Suazo.

L’estate prossima, come sempre, i due amici (uno presidente in carica, l’altro ex ma sempre ascoltatissimo), si ritroveranno in bicicletta sulla strada dell’amatissimo Bagno Piero, a Forte dei Marmi, frequentato da Massimo Moratti e famiglia (a partire dalla sorella Bedy).

Qui si vede, ma più raramente, anche Tommaso Giulini, ospite della zia Fernanda, presidentessa dell’Ente Ville Versiliesi. Parleranno di calcio, come sempre, più che di affari. Stasera intanto, alla Sardegna Arena, la squadra di Maran ce la metterà tutta per sgambettare la corazzata di Spalletti. ma guai a chiamarli nemici: Cagliari e Inter, ormai da mezzo secolo, vanno a braccetto. —

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