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No Piatek, no party: poco Milan La Lazio non ha il colpo del ko

No Piatek, no party: poco Milan La Lazio non ha il colpo del ko

Il polacco imbavagliato da Acerbi, e i rossoneri non trovano il loro terminale Dominio territoriale dei biancazzurri, ma l’attacco non punge. Il ritorno ad aprile

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ROMA. No Piatek, no party. Il Milan non innesca mai il proprio, micidiale attaccante e alla fine Gattuso si accontenta di un pareggino senza troppa gloria, non fosse che c’è una partita di ritorno (ma tra due mesi...) con il vantaggio del fattore campo. Piccolo passo indietro sul piano del gioco per i rossoneri, ma la serata non era certo semplice, davanti a una Lazio che sul tavolo della Coppa Italia si gioca una robusta fetta della sua stagione, e che ha giocato pancia a terra. Il problema della formazione di Simone Inzaghi, però, è diventato l’attacco ed è un paradosso per una squadra che l’anno scorso aveva fatto sfracelli proprio dalla cintola in su. Il Milan però è diventato un gruppo maturo, che sa cosa vuole e che anche in una serata non particolarmente ispirata sul piano del gioco ha portato a casa quello che voleva.

Lazio un po’ depressa per le tre sconfitte consecutive e soprattutto rimaneggiatissima in difesa, con Patric soluzione d’emergenza. Gattuso invece sceglie Borini e Suso ai fianchi del terminale Piatek. La Lazio fa possesso palla, ma incide poco. Meglio il Milan, che inizia più tranquillo, e quando trova spazi si rende pericoloso, prima con Bakayoko e poi con Paquetà che strozza il sinistro rasoterra. Difficile, per i biancazzurri, saltare il primo sbarramento rossonero, un centrocampo fisico e mobile. Ci prova Patric a pescare il jolly da fuori al 23’, destro largo che preoccupa Donnarumma.

E tre minuti dopo arriva l’occasionissima, con il taglio di Romulo che destabilizza la difesa del Milan, e la palla invitantissima arriva al limite per Immobile, che con tutto lo specchio a disposizione la calcia fuori di un metro. Ringhio è costretto a modificare l’assetto in corsa perché Kessie si fa male lasciando spazio a Calhanoglu, con Paquetà che va nell’insolita posizione di interno. Inzaghi si accorge che entrare nel fortino palla al piede è complicato e ordina il bombardamento da fuori: ci prova invano anche Milinkovic-Savic.

Lo spartito non cambia, nella ripresa. Lazio sempre più schiacciata nella metà campo rossonera, ma senza mai dare l’impressione di eccessiva pericolosità, anche perché Romagnoli e Musacchio non sbagliano un colpo e lo schermo davanti alla difesa è sempre efficace. Sull’unico errore della linea rossonera si spalanca il campo per Immobile: palo pieno, ma era fuorigioco. L’ultimo brivido è un colpo di testa di Bastos che sfila alto. Fischi per tutti, l’unico che sorride è Gattuso. —

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