Basta un tempo al Milan per affondare l’Empoli
Gli azzurri di Iachini resistono per 45’, poi il solito Piatek sfonda la diga. Annullate ai rossoneri dal Var due reti per fuorigioco
La partita perfetta che Iachini aveva chiesto al suo Empoli dura poco meno di 50 minuti. Quelli in cui gli azzurri provano a scrivere l’impresa a San Siro. Senza graffiare, è vero, ma creando più di un problema al Milan. Poi, però di minuto ne basta un altro, nella ripresa, per alimentare il sogno Champions dei rossoneri e lasciare gli azzurri ai bordi del baratro.
Al via nel Milan c’è Conti titolare dopo 18 mesi (e 2 gravissimi infortuni al ginocchio), che completa la catena di destra con Castillejo (al posto dello squalificato Suso). Gli azzurri, invece, scelgono lo stesso spartito (3-5-2) e gli stessi interpreti della sfida vinta col Sassuolo. Uguale è anche l’interpretazione: campo e palleggio all’avversario con l’obiettivo di sfruttare le ripartenze.
Non funziona, la seconda parte del piano. Ma la prima sì. Il Milan, in effetti, ha un buon impatto sul match. Al 10’ segnerebbe pure, ma Paquetà (vivace nei primi minuti) e oltre la linea dei difensori quando incorna in rete il cross di Rodriguez. Il silent check col Var conferma la sensazione del campo e Giacomelli annulla.
Col passare dei minuti, però, l’Empoli tiene sempre meglio il campo e il forcing dei Ringhio-boys perde incisività. Tanto da tornare pericolosi solo al minuto numero 22 con Castillejo che piazza lo spunto su Pasqual e la palla, proprio in stile Suso, all’incrocio lontano: Dragowski vola e devia in angolo. Il duello si ripete al 27’ e lo vince ancora il portiere polacco (con una parata stavolta più semplice), mentre allo scadere lo spunto è di Kessie ma la conclusione muore sull’esterno della rete. E l’Empoli? Qualche spunto lo piazza. Poco per segnare e anche per sognare, ma abbastanza per portare il Diavolo al riposo sul nulla di fatto.
Ma la storia della partita è ancora tutta da scrivere e, bastano 60 secondi, ad inizio ripresa, per farlo. Succede tutto fra il 3’ e il 4’. Prima con la migliore azione degli azzurri, costruita sull’asse Caputo-Pasqual e sprecata malamente da un tiraccio che Krunic spedisce in curva da ottima posizione; poi con il vantaggio del solito Piatek, fino a quel momento in ombra, che sbatte dentro un cross di Calhanoglu innescato dal primo errore delle partita di Bennacer (che perde una brutta palla in uscita). Pochi attimi, fra i due episodi, ma cambiano tutto.
Altri 180 secondi, infatti, e San Siro esulta di nuovo: Castillejo imbuca per Kessie che entra in una difesa troppo aperta e raddoppia con un lob che supera Dragowski in uscita. Non è finita, perché manca una vita, ma poco ci manca. La partita, infatti, ora dovrebbero farla gli azzurri ma ora per l’Empoli diventa difficile anche solo andare a recuperare la palla contro un Milan in fiducia totale.
Iachini prova a dare la sveglia con Ucan (per Acquah) e La Gumina (per Farias) al 21’, ma a metà frazione, cioè subito dopo, il Milan la chiude con i due uomini nuovi: cross di Conti e anticipo secco di Castillejo sul primo palo con tocco in rete. E ora, davvero, possono andare i titoli di coda. Con l’esordio di Pajac, il rientro di Biglia e un gol che il Var annulla a Borini (per fuorigioco attivo di Cutrone) dopo 3 minuti come dettagli tutto sommato secondari. —
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