«La carica di papà per la vittoria sarà l’arma in più contro l’Inter»
Fiorentina: Giovanni Simeone, figlio del “Cholo”, lo ha sentito mercoledì notte
FIRENZE. La carica di papà Diego per la sfida di domenica contro l'Inter.
Giovanni Simeone ha raccontato davanti ad una platea di studenti l'emozione del padre e l'orgoglio del figlio per il il 2-0 inflitto in Champions alla Juve. «Ho sentito mio padre subito dopo la partita - ha sorriso l'attaccante della Fiorentina - Era ovviamente molto contento ma non solo per come era andata bensì anche per il rinnovo di contratto con l’Atletico Madrid e per quanto sta facendo in generale con la squadra». Inevitabile la gioia in casa Simeone per l'impresa dell'altra sera, adesso però Giovanni è concentrato con i compagni su un altro importante appuntamento, la gara con l'Inter per cui il Franchi si annuncia esaurito (già venduti oltre 30.000 biglietti): «Siamo pronti e carichi anche se affronteremo uno dei difensori più forti come Skriniar».
Il centravanti viola è intervenuto a un incontro del progetto europeo Novis contro la violenza nello sport realizzata in collaborazione con Coni, Regione Toscana e altri sponsor. Nell'occasione il Cholito Simeone ha rivelato di avere il sostegno da qualche tempo di uno psicologo sportivo. «Mi sta aiutando a imparare ogni giorno a pormi degli obiettivi che so di poter raggiungere. Quando vado in campo non penso soltanto a fare gol perché questo spesso e volentieri arriva in seguito a ciò che faccio sul rettangolo verde e anche di ciò che fanno i compagni». E i risultati si vedono come raccontano le 4 reti fatte nelle ultime partite fra campionato e Coppa Italia pur non giocando sempre titolare. E facendo un passo indietro, proprio con l'Inter l'anno scorso al Franchi il Cholito Simeone fu decisivo realizzando in pieno recupero il gol che pareggiò quello segnato da Icardi. «Alla Fiorentina stiamo benissimo e ci divertiamo molto ma la cosa più bella è che tutti vogliamo e lottiamo per lo stesso obiettivo». Inevitabile un ricordo di Astori a quasi un anno dall'improvvisa scomparsa: «Non è stato facile per noi vivere quella tragedia, Davide ci ha però lasciato qualcosa che non si può descrivere, ci ha unito tutti». Infine ancora sul rapporto con papà Diego: «Il primo regalo che mi ha fatto è stato un pallone però mi ha sempre lasciato tranquillo privilegiando su tutto la mia felicità. Mi sono appassionato al calcio vedendolo giocare. Quando ero a scuola però tanti volevano sedersi accanto a me perché ero il figlio di Simeone e allora ho capito che dovevo fare distinzione fra chi mi voleva bene davvero e chi no. Adesso ho solo cinque veri amici». E una voglia immutata di gol. — B.C.
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