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al giro d’italia 

Una tappa partirà dalla base delle Frecce Tricolori

Antonio Simeoli

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UDINE. Sonny Colbrelli ieri ha dato uno squillo forte al Giro dell’Oman, dalla prossima settimana Froome, Nibali e gli altri big scalderanno i muscoli negli Emirati Arabi, al Giro d’Italia 2019 che partirà da Bologna l’11 maggio mancano più di due mesi, ma una cosa da ieri è già certa per la corsa rosa edizione 2020: una tappa partirà, per la prima volta nella storia, da una base militare. E non una qualsiasi bensì quella della Pattuglia acrobatica nazionale, le amate Frecce Tricolori. «Eccellenze dell’Italia come crediamo lo sia il nostro Giro d’Italia», ha detto ieri Paolo Bellino, amministratore delegato di Rcs Sport. Lo ha detto a Rivolto in provincia di Udine, nell’hangar dove i mitici Aermacchi MB339, da quarant’anni il velivolo delle spettacolari evoluzioni nei cieli della Pan vengono “curati”. Per iniziare una giornata di addestramento, pensate, alcuni dei cento tra tecnici e avieri che sostengono il lavoro dei dieci piloti, devono fare un controllo di sicurezza di oltre 400 operazioni. Poi, per i piloti, molti dei quali ottimi ciclisti, perché la bici è un attrezzo ideale per il loro addestramento quotidiano, inizia la lunga giornata “in aria” fatta anche di tre voli di addestramento al giorno e di quasi trenta esibizioni all’anno in giro per il mondo. Nel 2020 la Pattuglia acrobatica festeggerà i 60 anni di storia con una grande festa all’aeroporto di Rivolto dove in settembre saranno attese le pattuglie più importanti del mondo, si esibiranno oltre cento velivoli ed è atteso quasi mezzo milione di persone.

Antonio Simeoli



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